Vent’anni fa, il 24 novembre del 1991, all’età di 45 anni, moriva di AIDS Farrokh Bulsara, noto al mondo come Freddie Mercury. Tributi ne sono stati scritti a centinaia e altrove potrete trovare notizie sulla sua discografia completa, sulle sue biografie più o meno ufficiali, gli eventi, i concerti, i bagni di folla, i duetti con le voci più belle degli ultimi decenni, gli scandali, le provocazioni, i video delle sue esibizioni.
Questo non è altro che un piccolo ricordo personale, riservato a una voce che non si confonde con altre, che ti arriva dritta in fondo alle orecchie e da lì, spesso, arriva ai piedi e alle mani. L’agiografia attorno alla figura di Freddie Mercury non mi interessa, mi interessa ricordare piuttosto di aver imparato l’inglese con i testi delle sue canzoni, di aver fatto scorpacciate di live in videocassetta, di aver mandato a memoria canzoni inconfessabili, di aver fatto l’amore sotto a un poster dei Queen.
E voi, ce l’avete un ricordo personale, una canzone preferita?
…io ho portato il lutto una settimana, quando è morto.
Ricordo quando comprai il vinile di “Jazz”. Ero con un mio amico, a casa del quale poi ci recammo per ascoltare il disco.
Già eravamo ben consci delle pazzie a cui ci avevano abituato i mitici Queen, ma confesso che quando dallo stereo cominciarono ad uscire le prime note di “Mustapha” (sì insomma… quando sembrò che un muezzin fosse entrato nella stanza) ci guardammo basiti pensando “EEEEEEEEEEEEEEH?!?!?!”
Poi il rock proruppe.
Ööööh se proruppe!
Forse non è la mia preferita in assoluto ma The show must go on mi fa sempre venire i brividi
Ricordo perfettamente quel giorno. Dove mi trovavo, con chi ero in quel preciso momento, quando appresi la notizia, Ricordo la reazione avuta, di essermi commossa e dispiaciuta, di essermi sentita molto coinvolta dalla sua perdita. Amavo Freddy, sono cresciuta con i Queen, Bicycle race e We will rock you accompagnavano le mie scorribande adolescenziali. Quel giorno, piansi. E non me ne vergogno.
“Who wants to live forever” è la canzone con cui li ho conosciuti, perché all’epoca vedevo la serie “Highlander”: eh lo so, le vie della musica sono infinite. L’amore crebbe quando le cassette iniziò a riversarmele un mio compagno di classe che mi piaceva da matti. Complice l’insegnante di italiano delle medie, anche lei appassionata, ricordo un pomeriggio a scuola, a vedere tutti insieme una videocassetta su di loro. “Innuendo” mi entrò nelle vene per non uscirne più. Quando ho acquistato il mio primo impianto stereo, ormai ennemila anni fa,la prima musica che rigorosamente scelsi di “fargli suonare” fu la voce di Freddie.
Mi ricordo le cassette registrate e passate dai compagni di classe, alle medie: era già il nostro mito.
Ce l’ho eccome, un ricordo…
Amsterdam, 13 maggio 1992, 22.30 circa, le note di “We are the champions” ad accompagnare la festa per il successo dell’Ajax sul mio Toro…
Da quell’infausto giorno è questo il primo pensiero che mi evocano i Quenn ed il grande Freddie…