Dice “ma come, quella volta che eravamo fuori e si è detto dai una bottiglia in quattro ce la facciamo, te hai detto ok, basta che sia di quello buono e poi è finita che ne hai ordinata una seconda?”
Eh lo so, ma il vino – diceva mio nonno – il vino fa sangue. Fa anche l’alcolista – diceva la nonna – ma quello era un discorso che portavano avanti da sessant’anni e alla fine comunque il nonno è morto per un tumore, quindi non sapremo mai chi avesse ragione tra i due.
Dice “ma come, ma se quando si viene a cena da te, alla fine, già duramente provati da doppie razioni di cibo, arrivi tu con la boccia di grappa distillata dal babbo?”
Eh lo so, ma quelle son tradizioni di famiglia, non vorrai mica rivoltarti contro generazioni di antenati?
Dice “ma come, quella volta che sei andata a Padova e ti hanno chiesto l’hai mai bevuto, te, lo spritz e hai detto no, ma ci son lacune fatte apposta per essere colmate?”
Eh lo so, ma quelli non si sapevano decidere se fosse meglio lo spritz con l’aperol o quello col campari e insomma… mica per altro, ma se è per fare una indagine sociologica io non mi sento di tirarmi indietro: quando il progresso dell’umanità è in gioco, gli eroi si sacrificano volentieri. (In seguito una autorevole dottrina mi ha assicurato che no, è con l’aperol e da allora anche se si è perso l’intento scientifico si porta avanti il progetto per affermare il principio).
Dice “ma come, quando si esce tra amici te sei sempre quella che ma sì un vodka lemon che disseta non farà certo male, ma le cose ordinate dispari poi magari perdono il conto, fanne due?”
E lo so, ma ci avete provato voi a buttar giù una polenta col gorgonzola di un buffet milanese alle otto di sera? se mi servissero uno sturalavandini prenderei quello, ma in mancanza, vado di vodka. E poi – in fondo – la vodka è quasi acqua.
Potrei continuare a lungo, ma la conclusione è che io sono astemia.
Infatti non bevo sambuca. E neanche whisky.
(Di Batchiara)
