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Non ho niente contro i tuoi genitori. Davvero. Proprio niente. Li trovo simpatici, brillanti, colti, persone piacevoli sotto tutti i punti di vista.

Ma non capisco come tu faccia a vivere ancora con loro. Hai 38 anni, un lavoro, interessi di ogni genere, programmi, sei indipendente e apparentemente autonomo. Ma allora mi spieghi dov’è il problema? Perché non te ne vai da lì? Affitta, compra, condividi. Inventati qualcosa. Io non ne posso più di averti a casa mia quattro sere la settimana col pigiamino piegato dalla mamma nella borsa, hai capito? Non mi va proprio più di vederti spantofolare nel mio soggiorno la mattina chiedendomi se ti ho fatto il caffè.

Detesto quando tua madre ti telefona al pomeriggio della domenica chiedendoti “amore, perché non sei venuto a pranzo a casa?”. E ti va bene che una casa adesso ce l’ho io. Ma fino a sei mesi, quando ero in condivisione con quattro amiche te lo ricordi dove andavamo a fare sesso? In macchina dietro la zona industriale. Al motel.

Abbiamo speso patrimoni in weekend al mare solo per avere un posto dove stare da soli. Certo, fosse stato per te potevamo anche dormire dai tuoi, fare l’amore al piano di sopra mentre loro si guardano un film in salotto. Come no. Queste cose le facevo a 16 anni. Magari anche a 17 o 18, poi ho smesso. Capito? Mi stufo.

Voglio un uomo che non debba rendere conto di quante sere la settimana non dorme nel suo letto, di quanti pasti consuma fuori casa e che sia capace di caricare una lavatrice o di strizzare un mocho vileda. Non mi pare di chiedere molto.

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