L’idea mi inquieta moltissimo: una F azzurra capovolta, accogliente come un sofa, dotata di materasso e cuscini, a ricordarci anche nei sogni che altro non siamo che utenti connessi.
Un talamo con il logo della socialità digitale, un piumino che riporta a stampa le icone che ci annunciano messaggi, notifiche e applicazioni.
Un computer ovviamente in rete sul comodino ed ecco pronto il pezzo di arredamento che il designer croato Zvonaric ci ha regalato in questi giorni.
Per adesso si tratta soltanto di un prototipo, ne temo fortemente la commercializzazione.
via | ansa
Prendete un materiale duttile, sorprendentemente resistente e riciclabile al 100%. Uniteci un’intuizione e un forte senso del design contemporaneo: essenziale, naturale, colorato. Mescolate bene e ne verrà fuori, con ogni probabilità, una creazione di Kubedesign.
L’azienda e l’inventiva sono fieramente made in Italy, marchigiane per la precisione: la materia prima da cui si parte è il cartone ripiegato su se stesso, il prodotto a cui si arriva sono complementi d’arredo dedicati a spazi diversi (dalla casa all’ufficio alle sedi espositive e i negozi) funzionali e, esteticamente, di notevole impatto visivo.
Nella collezione per la casa si possono trovare poltrone e sgabelli, portariviste e appendiabiti, cassettiere e scaffalature: oggetti plasmati in forme semplici e lineari, che, proprio per l’utilizzo di un materiale inconsueto, diventano la versione giocosa dei mobili con cui siamo abituati ad “interagire” nel nostro quotidiano. In più, assicurano i produttori, sono resistenti e altamente ecosostenibili.

Insomma, sembra quasi che in questi amari tempi di crisi, la creatività capace di trasformare l’imballo nel contenuto ci mandi il suo invito leggero a sorriderci su.
Per informazioni, prodotti e rivenditori www.kube-design.it
Nell’epoca delle produzioni seriali su larga scala, OpenDesignItalia rappresenta una giovane ma promettente voce fuori dal coro: la manifestazione che si terrà a Bologna dal 18 al 20 novembre, giunta alla sua seconda edizione, porta infatti l’attenzione sul design autoprodotto e di piccola serie, nel campo della moda e dell’arredamento, con uno sguardo ed un respiro capaci di superare i confini nazionali.
Il suo obiettivo è principalmente quello di offrire a designer, professionisti e artisti di talento, selezionati tramite un concorso, una vetrina che permetta un contatto diretto con acquirenti ed aziende decise a puntare sull’originalità, la funzionalità dei prodotti unite ad un’estetica innovativa.
Nell’ottica della valorizzazione delle risorse locali e dei circuiti commerciali ed economici alternativi, OpenDesignItalia invita a guardare in modo innovativo al design: “sperimentare la forma, riscoprire le tecniche artigianali del territorio, collaborare con le piccole aziende per realizzare prodotti di alta qualità sono la chiave del successo dell’autoproduzione”. Perché la creatività, mai come in questo momento, può ripartire dai piccoli numeri e riscoprire percorsi produttivi indipendenti e sostenibili, dal punto di vista di risorse e materiali. Verso il compito, per nulla trascurabile, di rendere straordinario ed unico il nostro quotidiano.
Per informazioni su luoghi, appuntamenti, eventi off tra Modena e Bologna, designer e workshop www.opendesignitalia.net
(Di availableinblue)
I cuscini sono tra i complementi d’arredo che riescono in modo speciale a dare calore e colore a soggiorno e camera da letto: rendono le pause sul divano o tra le lenzuola, momenti ancora più rilassanti, a patto che però siano confortevoli, morbidi e piacevoli, alla vista ma ancor prima al tatto.
Devono essere partiti (anche) da questa semplice idea, i creatori del Jumbo Bag: non un semplice pouf, ma quasi la materializzazione della fantasia infantile di accoccolarsi su un grande cuscino, capace di abbracciare tutto il corpo. Di fattura tedesca, resistente ed impermeabile all’acqua, e dunque adatto ad essere usato sia fuori che dentro casa, ha al suo interno migliaia di microsfere di polistirolo che lo modellano sulle forme di chi vi si accomoda sopra.
Nella camera dei ragazzi, con i colori squillanti tra cui si può scegliere, è l’ideale perché informale e giocoso, ma anche in giardino accompagna il relax di letture o chiacchiere al sole, di fianco alla consueta sdraio. I produttori assicurano inoltre che può essere lasciato alle intemperie o esposto ai raggi UV senza che il tessuto si rovini o il colore sbiadisca.
Se invece decidete di metterlo in soggiorno, provate ad abbinarlo ad altri cuscini decorativi più piccoli, magari di dimensioni differenti tra loro, posizionandoli sopra o accanto: visivamente si creerà l’effetto cromatico del fondo uniforme del vostro Jumbo Bag, movimentato da fantasie a contrasto o da toni della stessa gamma di colore. L’atmosfera piacevolmente rilassata e al tempo stesso vivace, insieme alla comodità di avere più punti di appoggio per testa, braccia, gambe, non potrà non indurre alla prova anche l’ospite più formale.
Unico inconveniente: se avete un animale domestico, che non sia un pesce rosso, sarà piuttosto difficile (ma non impossibile) tenerlo alla larga da tanta irresistibile morbidezza.
E adesso, accomodatevi pure.
Misure, prezzi e curiosità su jumbo-bag.com
(Di availableinblue)
Esiste un oggetto della casa, secondo me, che lega il cuore alla gola, fatto di materia spesso semplice ma al contempo di abitudine confortante e talvolta di ricordi che si lasciano riassaporare: non esagero se dico che una mug può essere molto più di una tazza da cui sorseggiare la tisana del dopocena o il caffèlatte del mattino. Me se sono accorta mio malgrado, quando l’occhio attento di un amico, sensibile all’argomento, ha sciolto questa considerazione, che forse nutrivo in maniera latente in me: presa dalla foga di comperare un numero sufficiente di stoviglie per la casa nuova, avevo optato per un set di tazze da tè bianche, rotondeggianti, semplicissime. Piacevolmente senz’anima.
Dov’erano finite quelle dei ricordi, quelle regalate, quelle da scegliere, da far diventare le “perfette per il latte macchiato del mattino o per l’infuso della sera”? Ho deciso di porre rimedio, poco a poco, guardandomi attorno e lasciandomi conquistare da forme, classiche o inusuali, e colori, ma soprattutto ho stretto di nuovo tra le dita quelle che, in modo imperdonabile, avevo lasciato dai miei: le tazze regalate dagli amici o comperate durante l’università, prese in posti più o meno lontani, come veri “appunti di viaggio”.
Ho capito che, soprattutto quando sono tutte insieme, posso essere molto più belle e decorative di vasi e soprammobili: ecco perché andrebbero tenute a vista, dedicando loro il “piedistallo” di un’intera mensola della cucina, accostando quelle pregiate, artigianali, con le irregolarità che tradiscono il loro essere modellate e dipinte a mano, alle dozzinali, quelle, per intenderci, prese coi punti della spesa (ma a patto che siano tra le nostre preferite); le nuove, dalle tinte e dagli smalti brillanti, alle vecchie, magari sbeccate da qualche disattenzione e scolorite dal tempo, dal calore-colore delle bevande; quelle che hanno percorso la strada di una vacanza insieme a noi (o a chi ci ha pensati) a quelle che in uno scatolone sono venute via dalla memoria della credenza della mamma.
Tenerle a vista significa anche metterle a disposizione di chi passa: di chi, durante la giornata, ha voglia di fermarsi a metter su l’acqua o il caffè. Allora, che ciascuno in famiglia, o tra gli amici ospiti, scelga la sua e magari si faccia raccontare la storia di quella che ha in mano. Quasi sempre ne hanno una.
Poi quando i ricordi o l’usura vincono sull’uso per cui sono nate, le mug straordinariamente si reinventano. Ma di questo, se volete, parleremo un’altra volta.
(Nelle foto, alcune novità curiosando in giro: ovvero tazze che aspettano di avere una loro piccola storia.)
(Di Availableinblue)
L’estate è la stagione per eccellenza del tempo da trascorrere all’aperto, ma anche del tempo da vivere in casa, scandito da ritmi diversi, spesso piacevolmente rallentati rispetto ad ogni altra stagione dell’anno: è il tempo degli amici che passano a trovarci o a cui far visita, dei pic-nic e del relax in giardino, degli aperitivi in terrazza, sotto la veranda. E’ il tempo della casa che si apre al calore, in tutti i sensi, e che chiede di rinnovare i propri colori con tinte rinfrescanti e vivaci.
Bastano pochi elementi e non c’è modo migliore per farlo se non quello di iniziare dalla tavola, il luogo primario di condivisione di sapori e parole: il piacere di allietare il palato degli ospiti con idee fresche e stuzzicanti si unirà a quello della scelta di pezzi poco impegnativi ma di sicuro effetto.
Così una tovaglia e dei semplici piatti bianchi costituiranno la base neutra su cui dare pennellate di colore, scegliendo, ad esempio, l’energia cromatica dei bicchieri Bally di Memento Objects. In vetro soffiato, con l’effetto delle bollicine interne, ciascun bicchiere è diverso dall’altro: l’irregolarità delle forme li rende unici, levigati al tatto e sorprendenti per gli occhi. I colori tra cui scegliere sono molti e le nuance in continua uscita: l’unica regola è collezionarli tutti per poi mescolarli o metterli a tavola nelle gradazioni che preferiamo (per un’atmosfera marina, i viola assieme ai blu, ad esempio, o gli azzurri con i verdi, dal lime allo smeraldo, ad effetto sottobosco).
Se poi di colore non se ne ha abbastanza, perché non contrapporre la bianca semplicità di piatti e tovaglia alle divertenti posate di Present Time? Irresistibili e tutte rigorosamente differenti nel decoro dei manici arrotondati, come se si trovassero un po’ per caso sulla stessa tavola, hanno una caratteristica che le accomuna: si faranno impugnare dagli ospiti con il sorriso, ancor prima di aver assaggiato i cibi.
Non c’è bisogno di aggiungere che ogni altro tocco personale, soprattutto se a costo zero, non farà che rendere ancora più speciale la preparazione e l’atmosfera conviviale: se si ha la fortuna, ad esempio, di avere un piccolo aiutante in cucina che ama raccogliere sassi bizzarri o dalle rotondità perfette durante le vacanze al mare, si potranno avere personalissimi ferma-tovaglioli, indispensabili per serate ventose all’aperto.
Quando poi tutto è pronto a tavola, rimangono solo tre cose da fare, le più importanti: aprire la porta, aprire il sorriso e dare il benvenuto gli amici.
(Di Availableinblue)
I libri di una casa parlano molto di chi ci vive, dei gusti e della storia delle persone che li hanno scelti o che li hanno avuti in dono. Si potrebbe aggiungere, senza esagerare, che i libri sono anch’essi abitanti della casa che li ospita, ne vivono angoli e spazi con una silenziosa quanto straordinaria vitalità, spesso al di là della loro canonica collocazione nella librerie. Comò e comodini, scrivanie, tavolini, credenze, ma anche pavimenti, piani di lavoro, persino i braccioli del sofà, diventano punti di appoggio per pile più o meno alte che a volte sfuggono, per diletto di chi legge o per distrazione, alla voglia di far ordine.
Ma se un giorno i libri di casa si sollevassero magicamente e cercassero uno spazio e una prospettiva nuovi da cui farsi guardare e afferrare?
Forse devono aver avuto in mente un’immagine simile i creativi di Umbra Design, studio canadese che ha ideato e realizzato una mensola in acciaio rivestito a polvere con la caratteristica di essere totalmente a scomparsa (conceal book shelf). Il montaggio è facile: si fissa la struttura ad L al muro, si posiziona ad incastro il primo libro, che deve essere dotato di copertina rigida a garantire la base di sostegno, e poi via gli altri fino ad un peso di 7 Kg circa per il modello piccolo.
L’effetto sarà quello, leggerissimo e minimale, di una pila di libri sospesa in aria: perfetta in cucina per raccogliere i ricettari, nella stanza dei ragazzi come in ufficio oppure in salotto, per ospitare i libri in corso di lettura o magari quelli avuti in prestito. E, se si vuole davvero osare puntando all’essenziale, in camera da letto, al posto del consueto comodino.
I volumi mostrano il dorso e si sorreggono da soli, senza apparente bisogno di null’altro: una sorta di gioco di prestigio che insegna agli occhi come talvolta sottrarre equivalga ad aggiungere valore alle cose che contano.
(Umbra Design, prezzo: € 15 circa)
L’immagine sotto è tratta da www.lafeltrinelli.it
Arredare la propria casa con la luce, scegliere forme, posizione, intensità, colori esattamente come avviene per il resto del mobilio, è un compito affascinante, che merita un’attenzione particolare: l’illuminazione degli ambienti, del resto, crea l’atmosfera stessa delle stanze, e ne colora le pareti con la forza o la delicatezza di una vernice aerea e trasparente.
Se poi lo si fa scegliendo pezzi di design dal prezzo ragionevole, vuol dire che forse ci si è imbattuti in lei: la lampada Bourgie, best-seller di casa Kartell, una piccola rivoluzionaria, dotata di molto sense of humor. In policarbonato trasparente o colorato, coniuga le forme barocche, ridisegnate con ironia, con la modernità del materiale, in una fusione perfetta di semplice eleganza e giocosa, geniale irriverenza. Estremamente versatile, grazie a un sistema di supporti aggiuntivi a sostegno dell’ampio cappello, se ne può personalizzare l’altezza portandola da 68 a 73 e 78 cm.
E allora via libera, mescolate: mettetela a lato della vostra poltrona da lettura preferita, sulla consolle minimalista o sopra la cassettiera che avete recuperato dalla casa in campagna della bisnonna o per terra, magari accanto alla vostra semplicissima libreria IKEA. Poi accendetela: l’ondulazione della superficie del paralume vi restituirà l’effetto di una luce “plissettata” e il gioco della moltitudine dei riflessi avvolgerà l’ambiente circostante, rendendolo accogliente, intimo, morbido agli occhi e al cuore di chi lo abita. In una sola parola: arredandolo!
(design Ferruccio Laviani; prezzo di listino per il modello trasparente: € 203)









