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Persone

bambini sotto i cavoli

Qualsiasi coppia appena sfuggita all’assillo delle domande tipo “ma allora, quand’è che vi sistemate?“, quasi immediatamente dopo si sente chiedere: “Insomma, adesso che siete sistemati lo fate un bel bambino?”.

Ecco, le tre alternative possibili sono:

1) Non lo vogliono. In questo caso è significativamente improbabile che l’esortazione di un soggetto più o meno estraneo alla coppia li convinca, a meno che non sia un ricchissimo zio d’America che pone come condizione per una eredità multimilionaria quella che la coppia si riproduca entro una certa data.

2) Non possono averlo. In questo caso qualsiasi commento in merito, da parte di chiunque, non è altro che un rinnovare il dolore e obbligare la coppia a parlare di qualcosa di molto personale che magari preferirebbe tenere per sè. Sentirsi dire quanto dispiace (trattenendo l’impulso a rispondere “e sapessi quanto dispiace a me…”) e doversi sorbire ennemila discorsi dal “ma li potete adottare” al “ma non potete affittare un utero?” mentre stai lì a domandarti perché la gente non si faccia gli affaracci suoi su questioni tanto delicate.

3) Non sapevano come si fanno i bambini/non avevano mai pensato di averne. Mi rendo conto che questa terza opzione risulti la più improbabile, ma converrete che dà vita a conversazioni a loro modo interessanti:

- Perché non fate un bambino?

- Un bambino… ma che bella idea! Tesoro, hai sentito? Perché invece del corso di chitarra indiana e cucina cingalese non facciamo un bambino?

- Ma che idea deliziosa, cara! Annullo anche la prenotazione al golf club.

Oppure

- Perché non fate un bambino?

- Un bambino? cioè noi due possiamo fare un bambino? tutti da soli? così? ma dai… e io che pensavo che fosse una cosa complicata…

(Di Batchiara)

sambucaIo sono astemia.

Dice “ma come, quella volta che eravamo fuori e si è detto dai una bottiglia in quattro ce la facciamo, te hai detto ok, basta che sia di quello buono e poi è finita che ne hai ordinata una seconda?

Eh lo so, ma il vino – diceva mio nonno – il vino fa sangue. Fa anche l’alcolista – diceva la nonna – ma quello era un discorso che portavano avanti da sessant’anni e alla fine comunque il nonno è morto per un tumore, quindi non sapremo mai chi avesse ragione tra i due.

Dice “ma come, ma se quando si viene a cena da te, alla fine, già duramente provati da doppie razioni di cibo, arrivi tu con la boccia di grappa distillata dal babbo?

Eh lo so, ma quelle son tradizioni di famiglia, non vorrai mica rivoltarti contro generazioni di antenati?

Dice “ma come, quella volta che sei andata a Padova e ti hanno chiesto l’hai mai bevuto, te, lo spritz e hai detto no, ma ci son lacune fatte apposta per essere colmate?

Eh lo so, ma quelli non si sapevano decidere se fosse meglio lo spritz con l’aperol o quello col campari e insomma… mica per altro, ma se è per fare una indagine sociologica io non mi sento di tirarmi indietro: quando il progresso dell’umanità è in gioco, gli eroi si sacrificano volentieri. (In seguito una autorevole dottrina mi ha assicurato che no, è con l’aperol e da allora anche se si è perso l’intento scientifico si porta avanti il progetto per affermare il principio).

Dice “ma come, quando si esce tra amici te sei sempre quella che ma sì un vodka lemon che disseta non farà certo male, ma le cose ordinate dispari poi magari perdono il conto, fanne due?

E lo so, ma ci avete provato voi a buttar giù una polenta col gorgonzola di un buffet milanese alle otto di sera? se mi servissero uno sturalavandini prenderei quello, ma in mancanza, vado di vodka. E poi – in fondo – la vodka è quasi acqua.

Potrei continuare a lungo, ma la conclusione è che io sono astemia.

Infatti non bevo sambuca. E neanche whisky.

(Di Batchiara)

1. lavarmi i denti dopo aver mangiato

2. pulirmi il sedere dopo aver cagato

3. un paio di scarpe comode

4. trovare sempre una via di fuga

5. dare la colpa a qualcos’altro (o qualcun altro)

6. il mare, in alternativa una finestra

7. non mettermi mai e mai fretta alla mattina

8. dormire almeno 8 ore

9. wi-fi

10. i ricordi

 

Lindalov scrive su questo blog.

 

  1. la sensibilità, il sapere quando dire o non dire certe cose.
  2. la corretta illuminazione in una stanza.
  3. Il contatto fisico con le persone che ami
  4. l’odore. Quello del mirto e salsedine quando rientro a casa, quello forte e pulito nella mia nuova casa.
  5. Cucinare per qualcuno che apprezza
  6. il ricordo. Delle persone che non ci sono più e dei momenti belli
  7. Ridere. Scherzare sempre, comunque e dovunque anche quando non è richiesto.
  8. La casa in due oggetti: il mio cuscino e il suo inquilino Pinky.
  9. I libri. La lettura come vita alternativa
  10. la passione. In amore e nella vita per le cose che mi piacciono.

Isa Dex ha questo blog qui.

(non sono assolutamente in ordine di preferenza. una vale l’altra)

1- il ricordo delle persone “andate” (vivono con me)
2 – la capacità di sorridere nonostante tutto
3- il libro sul comodino, la musica nell’ipod;(mi addormento sempre in compagnia di un libro e mi sveglio sempre al suono di una canzone)
4 -la mia splendida famiglia e i loro caldi abbracci;
5 – il mare, perchè se al mattino non lo vedo mi manca il respiro
6 – un uomo che ti tiene per mano
7- il buon cibo e la cioccolata
8 – il naso umido del mio cane che mi “bacia”
9 -gli amici che mi amano per quello che sono e non per quello che dovrei essere
10- le parole d’amore sussurrate all’orecchio.

 

Claire la ritrovate su un Tumblr: L’Imperfetto

1. Ricordare, di quel ricordo improvviso che torna a galla e ti prende alla gola, ti spezza il fiato e ti inumidisce gli occhi. Come delle cose dimenticate in fondo ad un cassetto, come quando lo riordini e ti ricordi di quel viaggio, di quel treno di cui hai conservato il biglietto, di quanto eri bella quando mettevi quegli orecchini, di come amavi quel profumo che non usi più. Da troppo tempo.
2. Camminare a testa alta, con il naso all’insù. Gli occhi tra i tetti e il cielo. Con la musica che ami nelle orecchie, la gente intorno e incontro.
3. Lo zucchero e il sale.
4. Il silenzio senza imbarazzo ma anche le parole, tante, confuse, dell’amica che non vedi da tanto e a cui vorresti raccontare tutto del tempo in cui non c’era.
5. L’amore fatto bene.
6. La carta e le parole scritte. E lette.
7. Riconoscersi nello specchio, non dare per scontato. Non darsi per scontati.
8. La colazione del giorno di festa, la casa che dorme, il respiro calmo delle persone che ami e che aspetti con il caffè sul fuoco.
9. Il regalo più bello, che non è Natale e non è il tuo compleanno, dovuto solo perché voluto.
10. Prendersi cura. Di sé, degli altri.

Violette è su questo blog mybookofsaturday.blogspot

nicole tuzii x-factor 2011

Questa edizione è delle donne. Non c’è paragone quanto a personalità, tecnica e determinazione con i colleghi maschi, soprattutto nella fascia under. Simona Ventura ha i cavalli migliori e Nicole rappresenta esattamente ciò che un talent show deve esibire: forze della natura incanalate in palcoscenici seguitissimi per creare popstar del 2012 e speriamo anche oltre.

Nicole Tuzii da Sulmona, classe 1994, figlia di un campione motomondliale classe 500, praticamente ancora in lutto per la morte di Michael Jackson, ha una padronanza della voce, una timbrica e un’estensione semplicemente perfette. Non ha sbagliato un colpo, graffiando e commovendo anche i cuori dei più arcigni giudici, portando alle lacrime la Simona nazionale già dal casting.

L’unico vero limite di Nicole è la totale assenza di malizia, lacuna ovviamente passeggera visto che ha 17 anni, che tuttavia rende le sue esibizioni tecnicamente impeccabili ma quasi sempre imitative, proprio come accade ai bambini prodigio: scimmiottano ma non sono credibili.

Vedremo se da qui al 5 gennaio vocal coach e scelte (speriamo) illuminate della Ventura sapranno portarla alla vittoria o se invece vincerà la malizia delle colleghe.

Link xfactor.sky.it

In ordine alfabetico, ovviamente.

1. andare in bicicletta nel tardo pomeriggio o la sera, nel mese di giugno

2. il convivio

3. dire ad alta voce cose tipo: “mi manchi”, “mi piace che tu ci sia”, “quel vestito ti fa il culo grosso”

4. le meringate, ma solo se ben fatte, dolci ma non stucchevoli (astenersi semifreddi da pizzeria)

5. il modo in cui un uomo ti guarda e gli riconosci negli occhi che non vorrebbe essere altrove

6. il momento in cui realizzi che un amico è tale dal modo in cui indovina quel che ti passa per la testa anche se pensavi che l’avevi nascosto bene, anzi, soprattutto quando pensavi di averlo nascosto bene

7. le relazioni, di qualunque natura siano, per il modo in cui talvolta ci obbligano a piantarla di guardarci l’ombelico

8. le pagine di certi libri

9. il piumone sulla pelle nuda, d’inverno, specie se fuori nevica

10. la porzione di prato fresco sotto agli alberi, d’estate

Il link per ritrovare Mich ascopoludico.blogspot.com

le coccole. sono tutte coccole, da diversi punti di vista, affettivo, intellettuale, sessuale, sensoriale, eccetera, tutte le cose importanti nella vita sono coccole.

il link: eiochemipensavo.diludovico.it

 1. Non perdere la speranza e saperla trasmettere.

2. Essere vivo nel ricordo altrui e saper ricordare.

3. I miei figli.

4. La musica: da ascoltare, da sentire, se possibile anche da cantare.

5. Avere sempre voglia di spassarsela e di condividere esperienze e divertimento.

6. Continuare a intessere reti relazionali, nutrire le vie vecchie e nuove della comunicazione.

7. Scrivere, almeno ogni tanto, almeno un po’, per fissare in parole il divenire e magari anche per evolvere.

8. Non smettere di imparare: considerare la curiosità un valore e chiedersi di quando in quando

Quand’è l’ultima volta che hai fatto una cosa per la prima volta?

9. Leggere, per perdersi e per ritrovarsi.

10. Gli affetti e gli amori, le gioie e perfino i dolori.

 

 il link: http://giuliozu.blogspot.com/