Mmh, dimmi cosa tieni in bagno e ti dirò chi sei. Vediamo un po’ cosa c’è qui. Shampoo e bagno schiuma all’avena colloidale per pelli delicate, minimo 30 euro.
Poi un idratante al patchouli, una crema per le mani e un tubetto di siero per il contorno occhi. Roba da profumeria, ha speso almeno 60 euro. E questo? Toh, un tonico defatigante per le gambe, e io che non me lo compro da mesi. Oh, ecco quello che mi serviva: un peeling delicato per il viso. Fantastico. Senti che consistenza. Io sono anni che vado avanti con quello del discount e mi sono persa ‘sto ben di dio. Che marca è? Shiseido. Ovvio. Un flacone da 30 ml costa almeno 40 euro. Se ne va mezzo stipendio solo per la pulizia del viso. E questo? Una maschera antistress. Ora me ne faccio almeno due. Sono un po’ stressata in effetti. Ho appena passato la notte a casa di un uomo che nell’armadietto del bagno possiede un set di creme emollienti per i malleoli.
L’argomento è di quelli difficili, legato a pregiudizi e sospetti di varia natura. Ma vale la pena approfondirlo. Io l’ho fatto, in modo scientifico, fisiologico ed emotivo, grazie naturalmente a due soci di sesso maschile e a una serie di testimonianze anonime.
Dunque, perché mai un uomo dovrebbe decidere di depilarsi (e non stiamo parlando delle gambe né del petto)?
1. Migliora l’igiene, attenuando sudorazione e le relative conseguenze, anche se l’omo è omo…;
2. Dona una piacevole sensazione di freschezza;
3. Migliora le sensazioni “tattili” sia durante i preliminari – pelle su pelle tra due corpi lisci anche nelle zone intime è un’esperienza sorprendente – che durante il rapporto;
4. Non si incastrano orpelli piliferi nei punti strategici della punta, con doppio vantaggio 1) eviti il dolore se hai un momento di “eccitazione” 2) Se un pelo si posiziona proprio lì, il flusso che si sdoppia e tu che invece di fare centro te la fai sulle scarpe, entrambe (gli uomini non lo dicono ma capita);
5. Non si lasciano riccioli sui sanitari di casa propria e altrui, che mica a tutti piacciono;
6. Alcune persone soffrono di gag reflex e se non sapete cos’è, buon per voi. Con la depilazione si risolve il problema alla radice, in senso letterale;
7. Una donna si dedica con passione maggiore a scoprire, sollecitare e stuzzicare angoli segreti dei quali rischia di dimenticarsi se ricoperti da fitta peluria.
Il fastidio da ricrescita pare sia un problema che si presenta per gli uomini solo le prime volte e poi mai più. In quanto donna posso confermare che il fastidio da ricrescita è quasi del tutto assente quando la depilazione avviene tramite ceretta. Ma sul rasoio a lame nutro molti, fondatissimi, dubbi.

Mentre aspettavo che YouTube mi caricasse il video scelto (una versione di “All I Want for Christmas is you” che vede appaiati Mariah Carey e Justin Bibier – abbattetemi -) ho dovuto sopportare la pubblicità della Foxy (che, direte voi, con Mariah Carey e Justin Bibier aveva anche un suo senso).
E mentre aspettavo distrattamente che la promozione terminasse cos’ho scoperto? Che la Foxy produce una carta igienica con il Ph Neutro per non creare squilibri alle nostre parti intime. Si chiama Foxy Seta e promette di rispettare la nostra pelle più delicata. Ora, io non dico di usare la carta vetrata, ma non vi sembra di esagerare?
Info su www.foxy.it
Se cercate un’idea regalo da Sephora, qualcosa di sfizioso a basso costo, diciamo entro i 10 euro, sappiate che al massimo troverete un tagliaunghie, i mini smalti, una crema per le mani e poco altro.
Se però avete un budget di 25 euro, anche se non potete avvicinarvi all’alta profumeria, un’idea simpatica e graditissima secondo me la trovate. Si tratta della paperella massaggiante, o vibrante, dipende dai punti di vista. La grande distribuzione di target medio alto insomma ha sdoganato un toy malizioso e ne ha invaso i punti vendita.
È un bell’articolo, luccicante, ammiccante ed invitante. Le istruzioni d’uso sono scritte in piccolo, solo in inglese: massaging duck, not for children, waterproof. Il resto è lasciato all’immaginazione dell’acquirente.
Confesso di averla guardata a lungo prima di intuire che non si trattava di un giocattolo con cui fare il bagnetto alla nipotina. Avvisati.
Non ho mai conosciuto un uomo che non avesse un rapporto conflittuale con la propria pancia. Nemmeno una donna per la verità. Ma l’uomo sviluppa con il proprio adipe un conflitto che non assomiglia ad altri. Perché si sovrappone alla sua identità: egli non è più uomo. Egli è pancia. Se la tocca, se la guarda allo specchio, misura criticamente le cinture e verifica con minuzia ingegneristica come gli cade quella giacca dell’anno scorso. Ho visto uomini fare la fame, ho visto uomini entrare in cliniche dimagranti gestite da gerarchi nazisti, ne ho visti altri spiare con rancore copertine alla moda recanti primi piani di addominali carapaci.
Il problema, negli uomini, è che non ci sono abituati. Mentre una donna è costretta praticamente da sempre a scontrarsi con modelli di beltà e perfezione fisica, gli uomini si confrontano da relativamente poco con il problema. Fino a qualche tempo fa essi, stolti, andavano fieri del loro giro vita, considerandolo prova invidiabile di opulenza e benessere. Così questi sprovveduti mi sono andati in crisi la prima volta che la loro donna, guardandoli, ha chiesto sovrappensiero “ma sei ingrassato?”. Il baratro della competizione si è aperto sotto i loro piedi. Il dubbio si è fatto strada, crudele, nelle pieghe della conversazione e lo specchio, nemico, non ha più restituito l’immagine della creatura sicura di sé esistente fino a poco prima.
Non ho mai conosciuto un uomo che non sentisse il bisogno di giustificarsi per la propria pancia. Né ho mai conosciuto un uomo che non abbia letto almeno una volta le istruzioni d’uso dei fanghi guam o studiato con perizia i benefici effetti di un’alimentazione ricca di fibre.
L’ideale, a guardar bene, è quando il minestrone di stagione te lo prepara lui.
Vale la pena scoprire questo progetto del Movimento Consumatori attivo nella Provincia di Torino, il GAC – Gruppo di Acquisto Collettivo -, uno strumento semplice ed efficace per acquistare prodotti di stagione rigorosamente a Km 0. Come funziona?
Queste le parole con cui viene descritta l’iniziativa: E’ un progetto di filiera corta pro concorrenziale che prevede la sperimentazione, costituzione e gestione, sul territorio della Provincia di Torino, di forme di acquisto collettivo quale risposta concreta alle esigenze e alle peculiarità dei territori, in relazione al problema della vulnerabilità sociale, con l’obiettivo di favorire, attraverso l’aggregazione di individui, la condivisione di percorsi di consapevolezza e responsabilizzazione verso stili di consumo più’ sobri, più salubri e meno esposti alle turbolenze di mercato.
I GRUPPI D’ACQUISTO COLLETTIVO (GAC) non sono altro che un insieme di persone che provvedono a effettuare i loro acquisti in maniera collettiva direttamente dai produttori.
E’ un progetto di filiera corta: acquistare alimenti direttamente da produttori biologici locali o nazionali in modo da tagliare i passaggi intermedi della filiera tradizionale che incidono considerevolmente sul prezzo finale del prodotto e da ottenere prezzi più convenienti.
In pratica tu, acquirente, consulti online i prodotti disponibili tra i quali, naturalmente, trovi i periodici aggiornamenti stagionali di frutta e verdura. Fai il tuo ordine direttamente dal sito e scegli quando e dove andare a ritirare la tua spesa tra i diversi punti di distribuzione. Ti trovi così la dispensa, e non solo, ricca di prodotti di qualità e di specialità locali, provenienti dal territorio e quindi ecosostenibili. Sono anche buoni perché, al di là della facile retorica su quanto è saporito in autunno il cavolo nero dell’orto dietro casa, è incontestabile il fatto che un pomodoro che si fa 3.500 km per arrivarti nell’insalata in febbraio abbia sofferto parecchio.
Si è chiuso a San Francisco The Ecosex Symposium, un meeting di tre giorni dedicato agli ecosessuali, ovvero coloro i quali hanno talmente a cuore le sorti dell’amato pianeta da non dimenticarsene mai, nemmeno durante l’amplesso. Anzi: il pianeta non è amato, è amante. È parte integrante della sessualità di questi professionisti dell’amore versione green. Gli argomenti in programma nell’acceso dibattito ecofriendly sono molti e piuttosto bizzarri: l’estasi del giardinaggio, spuntini a chilometri zero durante la pausa pranzo dei film porno, sostituire lo stereotipo dell’idraulico avvenente con quella di un nerboruto installatarore di pannelli solari.
A ripensarci avremmo potuto contribuire con qualche spunto all’accurata analisi dei giorni scorsi. Per quanto riguarda la trama dei film porno, ad esempio, non so quanto incida, ma senz’altro può contribuire la luce: niente americane sul set, facciamo tutto in esterni col favore della luce del sole. Sui preservativi biodegradabili si son già spese molte parole, l’innovazione potrebbe essere nel riciclo di quelli che non biodegradano: se ne possono fare simpatici copricetriolo da borsetta o interessanti elastici per capelli. E all’estasi del giardinaggio avrei da aggiungere quella per il giardiniere in bermuda.
Uno dei luoghi in cui si spendono più facilmente soldi senza sensi di colpa è l’erboristeria. Questo succede perché ci si trovano in vendita le cose naturali, quelle che fanno bene e non hanno il bugiardino terroristico tipico dei ritrovati chimici.
Le cose naturali ci seducono, intrugli di foglie secche che fino a poco prima non avevamo mai sentito nominare ci sembrano all’improvviso indispensabili. Come ho fatto a vivere fino a stamattina senza gli opercoli fitoterapici? Poco importa il fatto che se le raccogliete da voi costano zero ma che quando ve le confezionano raggiungono rapidamente cifre decimali.
Uno dunque va lì, in erboristeria, e si riempie la borsa di capsule, pastiglie, unguenti e tisane per una vita integrata. Gli integratori più richiesti in assoluto sono quelli che sgonfiano, il ventre e non solo: via libera dunque al finocchietto, il carbone, il cardamomo, il timo e il macerato glicerico di ficus carica. Vanno assunti la mattina a stomaco vuoto, oppure mezz’ora prima dei pasti o la sera prima di coricarsi.
Vanno portati in borsa e mai e poi mai vanno dimenticati, pena l’immediato imbolsimento. Se assunti con l’impegno necessario, tutti questi mefitici ritrovati naturali regalano la pancia piatta. Sì, la regalano, avete capito bene.
Al prezzo simbolico di alcune centinaia di euro per una terapia completa. E solo se nel frattempo la smettete con gli insaccati, gli aperitivi, le fritture di pesce e se andate a camminare, correre, sciare almeno 3 volte la settimana.
Sudando molto.
« Poco movimento ben programmato ed eseguito con precisione in una sequenza bilanciata ha lo stesso valore di ore di contorsioni forzate e fatte in modo approssimativo. » Questa la filosofia di Joseph Pilates, l’inventore del metodo Contrology, oggi noto come Pilates.
Come sempre le cose migliori nascono dalla disperazione e dalla volontà di scrollarsi la sfiga di dosso. Jospeh, schincanico e asmatico bambino tedesco di fine ottocento, dopo aver studiato a memoria un libro di anatomia scartato dal suo medico di base, diventò in breve tempo un figo da paura, e si inventò nel corso della sua vita avventurosa un metodo di quasi cinquecento esercizi per raggiungere il controllo cosciente di tutti i movimenti muscolari del corpo e quindi in via mediata dello scheletro. Il tutto acquisendo la totale conoscenza dei principi di equilibrio e gravità applicati ad ogni movimento nello stato attivo, di riposo e durante il sonno.
A parte rassodare come marmo di Carrara i glutei ammirati della Pippa Middleton e quelli molto meno pubblici di mia moglie, la disciplina sviluppa forza e flessibilità muscolare, migliora l’equilibrio tra corpo e mente e assicura l’esecuzione precisa dei movimenti.
Il Pilates consta di moltissimi esercizi eseguiti in parte a corpo libero ed in parte con l’ausilio di attrezzi (facendo salire i costi del corso). I muscoli vengono rafforzati, allungati e tonificati, senza aumenti inutili della massa muscolare. La totale concentrazione sul corpo durante ogni esercizio enfatizza la qualità del movimento, la coordinazione e il respiro.
Vi pare poco? Dico, parliamo di addominali a tartaruga, controllo totale di voi stessi, grande flessibilità anche nelle evoluzioni dell’amore per effetto della coordinazione della colonna vertebrale e degli arti.
E voi, ancora col body building?


