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Ma perché una giovane creatura avvenente desidera improvvisare uno strip in strada a uso e consumo di fotografi, passanti, famiglie con passeggini, ragazzetti ormonali?

Le possibili risposte:

- possiede delle mutande bellissime e vuole che il mondo lo sappia

- non possiede delle mutande bellissime ma ha delle calze davvero invidiabili

- la sua estetista le ha appena fatto un lavoro di fino e la giovane Sara desidera renderci edotti in merito

- non è stato volontario: una folata di vento le ha strappato di dosso le vesti

- non è uno strip: ci è uscita di casa così (s)vestita

- sta facendo una particolare elioterapia e deve esporre al sole quanta piè epidermide possibile

- le hanno scippato la gonna

La galeria completa su www.ilmattino.it

shiseido uomoMmh, dimmi cosa tieni in bagno e ti dirò chi sei. Vediamo un po’ cosa c’è qui. Shampoo e bagno schiuma all’avena colloidale per pelli delicate, minimo 30 euro.

Poi un idratante al patchouli, una crema per le mani e un tubetto di siero per il contorno occhi. Roba da profumeria, ha speso almeno 60 euro. E questo? Toh, un tonico defatigante per le gambe, e io che non me lo compro da mesi. Oh, ecco quello che mi serviva: un peeling delicato per il viso. Fantastico. Senti che consistenza. Io sono anni che vado avanti con quello del discount e mi sono persa ‘sto ben di dio. Che marca è? Shiseido. Ovvio. Un flacone da 30 ml costa almeno 40 euro. Se ne va mezzo stipendio solo per la pulizia del viso. E questo? Una maschera antistress. Ora me ne faccio almeno due. Sono un po’ stressata in effetti. Ho appena passato la notte a casa di un uomo che nell’armadietto del bagno possiede un set di creme emollienti per i malleoli.

il letto a forma di facebook

L’idea mi inquieta moltissimo: una F azzurra capovolta, accogliente come un sofa, dotata di materasso e cuscini, a ricordarci anche nei sogni che altro non siamo che utenti connessi.

Un talamo con il logo della socialità digitale, un piumino che riporta a stampa le icone che ci annunciano messaggi, notifiche e applicazioni.

Un computer ovviamente in rete sul comodino ed ecco pronto il pezzo di arredamento che il designer croato Zvonaric  ci ha regalato in questi giorni.

Per adesso si tratta soltanto di un prototipo, ne temo fortemente la commercializzazione.

via | ansa

sambucaIo sono astemia.

Dice “ma come, quella volta che eravamo fuori e si è detto dai una bottiglia in quattro ce la facciamo, te hai detto ok, basta che sia di quello buono e poi è finita che ne hai ordinata una seconda?

Eh lo so, ma il vino – diceva mio nonno – il vino fa sangue. Fa anche l’alcolista – diceva la nonna – ma quello era un discorso che portavano avanti da sessant’anni e alla fine comunque il nonno è morto per un tumore, quindi non sapremo mai chi avesse ragione tra i due.

Dice “ma come, ma se quando si viene a cena da te, alla fine, già duramente provati da doppie razioni di cibo, arrivi tu con la boccia di grappa distillata dal babbo?

Eh lo so, ma quelle son tradizioni di famiglia, non vorrai mica rivoltarti contro generazioni di antenati?

Dice “ma come, quella volta che sei andata a Padova e ti hanno chiesto l’hai mai bevuto, te, lo spritz e hai detto no, ma ci son lacune fatte apposta per essere colmate?

Eh lo so, ma quelli non si sapevano decidere se fosse meglio lo spritz con l’aperol o quello col campari e insomma… mica per altro, ma se è per fare una indagine sociologica io non mi sento di tirarmi indietro: quando il progresso dell’umanità è in gioco, gli eroi si sacrificano volentieri. (In seguito una autorevole dottrina mi ha assicurato che no, è con l’aperol e da allora anche se si è perso l’intento scientifico si porta avanti il progetto per affermare il principio).

Dice “ma come, quando si esce tra amici te sei sempre quella che ma sì un vodka lemon che disseta non farà certo male, ma le cose ordinate dispari poi magari perdono il conto, fanne due?

E lo so, ma ci avete provato voi a buttar giù una polenta col gorgonzola di un buffet milanese alle otto di sera? se mi servissero uno sturalavandini prenderei quello, ma in mancanza, vado di vodka. E poi – in fondo – la vodka è quasi acqua.

Potrei continuare a lungo, ma la conclusione è che io sono astemia.

Infatti non bevo sambuca. E neanche whisky.

(Di Batchiara)

facebook

La timeline annunciata da Facebook non è una scelta: è obbligatoria per cui cominciate a prepararvi.

Si tratta, in sostanza, della trasformazione del vostro profilo di Facebook: la pagina statica che raccoglieva i vostri dati biografici diventerà una nuova pagina dinamica , appunto timeline, aggiornata in tempo reale. Insomma una sorta di diario che annovera le vostre attività su FB: post, link, immagini, condivisioni da quando vi siete iscritti ad oggi, ma potrete anche inserire contenuti precedenti a tale iscrizione, foto in culla o santini della prima comunione. 

In pratica avete sette giorni da quando timeline viene attivato per scegliere di tenere o buttare ciò che i server vi mostrano, scelta che potrete effettuare tramite apposito menu a tendina in alto a destra, all’interno di ogni elemento. Dopo aver effettuato la selezione cliccate su “Pubblica” e la pagina sarà visibile al mondo, più o meno esteso a seconda dell’impostazione della privacy. Dopo i fatidici 7 giorni sarà comunque pubblicata.

Buon lavoro.

real time tv - abito da sposa cercasi

E sia. Sono disposta ad ammettere anch’io una insana passione per Real Time Tv. Ci ho parcheggiato su il cervello per un venerdì sera intero e ho visto, nell’ordine, Wedding planner, Abito da sposa cercasi e Cake Boss.

La caratteristica principale di questi programmi è di essere condotti da personaggi isterici le cui parole preferito sono: favola, favoloso, perfetto, magnifico, sogno. E basta. Il dominio dell’irrealtà, dell’ideale, il florilegio dell’illusione. Senza contare che è pieno di donne matte che comprano due vestiti da sposa da 5.000 dollari perché sono indecise, di damigelle nevrotiche che si accoltellano per un bouquet e di suocere psicolabili che desiderano torte nuziali ricoperte di piume di pavone in zucchero filato.

Me lo guardo anche venerdì prossimo.

Link | www.realtimetv.it

Negli ultimi anni Benetton ci ha abituato a campagne pubblicitarie variopinte e socialmente sostenibili, in nome di un politically correct funzionale ai suoi obiettivi di vendita.

Ma l’ultima di queste campagne, UnHate, che ritrae personaggi pubblici che baciano con passione sulle labbra i loro antagonisti politici, è stata considerata volgare e inutilmente provocatoria e ha per il momento avuto come risposte soltanto condanne morali, boicottaggi e azioni legali.

Eric Ravello, direttore creativo di Fabrica, l’agenzia di comunicazione interna all’azienda, si è affrettato a dichiarare che le sue intenzioni sono state fraintese e che il suo voleva essere un semplice inno al non-odio. Ma nel frattempo le immagini sono state ritirate ovunque e nessuno dei personaggi coinvolti pare aver colto il messaggio buonista. Anzi: da più parti si grida all’offesa e si lamenta l’oltraggio.

C’è da chiedersi, in termini pratici, quanto questo scandalo sollevato intorno al marchio ne stia effettivamente danneggiando le vendite.