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Tecnologia

orologio con un giga di memoriaA Vicenza li hanno beccati subito.

Alcuni studenti di un istituto superiore guardavano con troppa insistenza l’orologio e pare non fosse per l’ansia del tempo tiranno.

Visto che smartphone, lettori di MP3 e tablet vari erano stati ovviamente requisiti all’inizio delle lezioni, i ragazzi si erano dotati di un orologio con un giga di memoria e collegabile ai motori di ricerca, trovato in rete su maturita.scuolazoo.it

E’ possibile che il business sia stato stroncato sul nascere, visto che da domani difficilmente i professori italiani consentiranno di mantenere orologi al polso durante i compiti.

Noi ci permettiamo di rallegrarci di tale doverosa stroncatura, visto che la tecnologia deve incrementare la cultura, non addomesticare gli ignoranti.

Google ha commissionato uno studio sul grado di conoscenza della tastiera del pc da parte degli utenti.

Se n’è occupato Dan Russel, che in un’intervista a New Scientist ripresa dal Corriere della Sera, ha rivelato come solo un utente su dieci conosca le scorciatoie incredibili offerte dalla tastiera, come il comando ctrl+f per focalizzare in un documento di centinaia di pagine i passaggi di nostro interesse.

Ma quali sono gli altri comandi scorciatoie? Eccone alcuni:

  • Ctrl + C per copiare l’oggetto selezionato
  • Ctrl + V per incollare l’oggetto selezionato
  • Ctrl + X, per tagliare l’oggetto selezionato
  • Ctrl + Z per annullare l’ultima operazione
  • Ctrl + A per selezionare tutti gli oggetti
  • Ctrl + G dopo aver utilizzato Ctrl+F per trovare il successivo
  • Ctrl + N per aprire una nuova pagina del programma in uso
  • F5, per aggiornare la pagina
  •  ALT-Home per andare nella home del browser
  • Win-D per andare al desktop
  • Ctrl + P per stampare.

Ora li imparo a memoria.

link utili: www.corriere.itwww.newscientist.com

Power Fort Solare

Chi possiede uno smartphone lo sa: bastano due o tre scatti per Instagram, poi scaricare un paio di app e chattare un’ora di fila mentre aspettiamo il nostro turno alla posta per veder la batteria che lancia sos alla nostra attenzione.

Il problema è che quando sei in vacanza e magari passi la giornata intera in giro, tipo in spiaggia ad ambrarti le spalle, non hai una presa elettrica a portata di mano. C’è chi ha pensato anche a questo, con un ritrovato ecofriendly: un caricabatteria che sfrutta i raggi del sole. Si tratta di Power Fort Solare, prodotto da Choiix e in vendita a cifre accessibili (il prezzo è meno di 60 €) che ricarica il telefono grazie a dei minipannelli solari mentre il proprietario risolve un sudoku in riva al mare o in mezzo a una radura alpina.

E non importa se l’estate attuale tutto ci sta regalando tranne che temperature adeguate, perché bastano 10° C per far funzionare il nuovo giocattolino. Il che significa che possiamo portarlo a tutte le latitudini e che non sarà una giornata di cielo coperto a lasciarci a telefono spento.

Non capisco perché ancora non lo possiedo.

google plusSi dice gugol plas e da giorni rappresenta la scommessa di Mountain View: creare un social network che dia realmente filo da torcere allo strapotere di Facebook.

Va detto che essere su FB è come stare sull’elenco telefonico: ci sei per questioni di reperibilità, ma non è detto che tu legga, condivida o semplicemente consulti il SN. Il target copre tutte le fasce d’età e forse questo spiega i 700 milioni di utenti che Zuckerberg sbandiera, destinati ad incrementarsi se verrà abbassata la soglia anagrafica d’ingresso.

Il punto è che FB ha due punti deboli: la privacy e la personalizzazione. E questo Google l’ha capito.

Google + presenta un’interfaccia molto simile a FB (squadra che vince non si cambia) ma anche qualcosa di più (plus appunto) e di diverso: Sparks, un aggregatore di feed che consente una personalizzazione efficace della propria bacheca; Circle, che distingue le cerchie di amici, parenti, conoscenti e persone che si seguono, in modo da scremare il cazzeggio dalle comunicazioni di servizio e dalla cultura, e poi Hangouts la videochat multipla che stimola le cose di gruppo. Che poi altro non è che la chat di gmail con un numero potenziale di partecipanti maggiore di Skype.

Il successo non è affatto scontato anche perché pure Google annovera nel suo curriculum qualche flop, per cui attendiamo – smanettando solo se invitati – se il nuovo giocattolo divertirà le masse che magari già fruiscono di un account su gmail o  se invece verrà rimesso a fine estate nella cesta, a impolverarsi come Buzz o Wave.

Che i social network favorissero nuove conoscenze e che da queste si giungesse magari a belle amicizie, amori struggenti o travolgenti storie di sesso, è un dato notorio e socialmente accettato. Il monitor ha sostituito da tempo il bancone del  bar e invece di arrampicarsi sul seggiolone in plexiglas, il provolone di turno sfrucuglia il mouse fino a ottenere la foto della sua preda e poi la chatta, la friendifidda la feisbucca e se è fortunato magari se la skypa.

In rete trovi veri e propri club dove convengono le tendenze più recondite, e ciò senza nemmeno trascendere nel porno. E questo in perfetto ambito unisex.

Insomma non hai che l’imbarazzo della scelta. Metti che un giorno hai voglia di tradire, ti tuffi in rete e raccogli le informazioni che ti servono, e poi spetta al tuo fiuto o al tuo fascino twittarti questa o quella.

Ma metti che hai fretta, che col poco tempo che hai vuoi andare a colpo sicuro?

Beh, non ci si crede, ma esiste un sito specifico per relazioni extraconiugali. Nome occultato e giri di parole per raggiungerlo? Neanche per sogno: si chiama Incontri EXTRAconiugali. Sottotitolo, tanto per fugare dubbi:” adulterio, infedeltà, avventure”.  Ti iscrivi, accedi a un data base di profili tra i quali cercare. L’età dell’utenza oscilla tra i 35 e i 45 anni, tutti sposati o accoppiati di fatto e con livello culturale socio-elevato. Noi insomma.

Oh certo, sembra comodo. Ma se fosse l’ultima frontiera del (non) corteggiamento?

Link: incontri-extraconiugali.com

Una volta si andava a quelle feste dove un certo numero di coppie condividevano il partner e le chiavi della macchina. Per i più sofisticati c’erano invece lussuose ville di campagna cui accedere tramite parola d’ordine, magari Fidelio, da sussurrare a un uomo discreto vestito di scuro che vi faceva strada sulla porta.

Ma la trasgressione, è noto, si alimenta di fantasie che trovano ispirazione un po’ dove capita, comprese le abitudini più insospettabili. Tipo i passatempi tecnologici.

Avete una Wii o una Play Station 3 e vi siete stancati di fingere di giocare a tennis in salotto coi vostri amici? Sciare sul tappeto vi annoia e la vostra compagna trascurata ha minacciato di staccarvi la spina?

Ottimo. Per amanti avveniristici e malizie wi fi è da qualche tempo in commercio Che fai, ci provi? un videogioco nel quale i partecipanti vengono coinvolti in situazioni frizzanti e invitati a sedurre gli amici. La presentazione ufficiale promette:

“un party game sexy e intrigante che offre un’ampia varietà di sfide divertenti, innovative e a volte anche un po’ piccanti. Più amici inviti alla festa e più il gioco sarà intrigante! Crea e personalizza il tuo avatar dalla testa ai piedi in base ai tuoi gusti o al tuo aspetto, oppure alla persona che hai sempre sognato di essere. Sei una femme fatale o un gran fusto? Oppure sei la classica ragazza della porta accanto?

Imposta il gioco in base ai tuoi gusti. Scegli la durata e le dimensioni del gruppo… e ricordati che in questo gioco, le dimensioni contano… perciò più il gruppo sarà grande e più l’esperienza sarà divertente!

Avvicinati davvero ai tuoi amici con un’ampia varietà di sfide un po’ folli e anche piccanti. Usa l’ingegno… o anche solo la fortuna… per rispondere alle domande in stile quiz e surclassa i tuoi avversari dimostrando di essere atletico, disinibito e avventuroso. Lasciati andare, perché la vita è breve e quello che succede nel gioco, resta nel gioco!”.

Se qualcuno di voi lo prova ci fa sapere com’è andata?

Info su www.ubi.com

M

State scrivendo al computer, per lavoro o per diletto. Siete assorti di fronte allo schermo, prendete dal piatto accanto a voi una fetta di pane, la spalmate abbondantemente di marmellata e la portate alla bocca. Naturalmente si spezza e naturalmente frana sulla vostra tastiera. Devo dirvi da che lato?

Immagino succeda anche a voi di guardarla, la vostra tastiera, con lo stessa sospettosa diffidenza con cui guardate a casa il bidoncino dell’umido. Eppur si muove, pare. Infatti la capovolgiamo e se ne ricavano, nell’ordine: due o tre etti di pane, una forcina, una matassa di capelli, almeno due elastici, della cenere e alcuni granelli di chissà cosa.

Le macchie di unto, succo di frutta, caffè, yogurt e maionese invece restano lì, non basta capovolgerla per liberarsene. È per questo che esistono geniali inventori di robine come quella in vendita nel sito www.nilox.com ad un prezzo consigliato: € 9,90 IVA inclusa

E’ una tastiera in silicone che si piega, si arrotola, si sbatte, si infila in borsa e, soprattutto, si lava sotto l’acqua corrente. Col sapone. È una tastiera waterproof insomma, come impongono la fretta distratta delle nostre giornate e l’ottimizzazione dei tempi moderni.

Pare che il problema sia molto sentito.