
Cracco è quello figo, tra i giudici di Masterchef. Lo è perché la fortuna gli ha concesso di nascere a Vicenza, culla dei belli, quarantasei anni orsono.
Rischia di diventare prete e invece, abbandonato il seminario, sale a Recoaro (VI) a formarsi alla locale scuola alberghiera. La svolta professionale arriva dapprima con con Gualtiero Marchesi e poi in Francia dove ha vissuto per tre anni, con gli chef Alain Ducasse e Lucas Carton. Poi Firenze da Pinchiorri, Alba e Savona alla Meridiana di Garlenda.
Nel 2000 apre con la famiglia Stoppani i il Cracco Peck (due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso) che dal 2007 diventa completamente suo e si piazza tra i 50 migliori Ristoranti al mondo.
E’ cosa nota che gli piaccia stupire: dall’insalata russa caramellata al tuorlo d’uovo marinato. Una cucina cerebrale e di cuore, un atto d’amore basato sul grande rispetto per il cibo, con una ricerca costante che non si separa mai dalle emozioni gustative. Cracco dice sempre: “Lo chef vuole stupire la persona che assaggia un suo piatto. Ma non per avergli cucinato chissà che cosa, ma piuttosto per avergli fatto riscoprire un sapore familiare in una veste completamente nuova.”
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