L’idea mi inquieta moltissimo: una F azzurra capovolta, accogliente come un sofa, dotata di materasso e cuscini, a ricordarci anche nei sogni che altro non siamo che utenti connessi.
Un talamo con il logo della socialità digitale, un piumino che riporta a stampa le icone che ci annunciano messaggi, notifiche e applicazioni.
Un computer ovviamente in rete sul comodino ed ecco pronto il pezzo di arredamento che il designer croato Zvonaric ci ha regalato in questi giorni.
Per adesso si tratta soltanto di un prototipo, ne temo fortemente la commercializzazione.
via | ansa
Si dice gugol plas e da giorni rappresenta la scommessa di Mountain View: creare un social network che dia realmente filo da torcere allo strapotere di Facebook.
Va detto che essere su FB è come stare sull’elenco telefonico: ci sei per questioni di reperibilità, ma non è detto che tu legga, condivida o semplicemente consulti il SN. Il target copre tutte le fasce d’età e forse questo spiega i 700 milioni di utenti che Zuckerberg sbandiera, destinati ad incrementarsi se verrà abbassata la soglia anagrafica d’ingresso.
Il punto è che FB ha due punti deboli: la privacy e la personalizzazione. E questo Google l’ha capito.
Google + presenta un’interfaccia molto simile a FB (squadra che vince non si cambia) ma anche qualcosa di più (plus appunto) e di diverso: Sparks, un aggregatore di feed che consente una personalizzazione efficace della propria bacheca; Circle, che distingue le cerchie di amici, parenti, conoscenti e persone che si seguono, in modo da scremare il cazzeggio dalle comunicazioni di servizio e dalla cultura, e poi Hangouts la videochat multipla che stimola le cose di gruppo. Che poi altro non è che la chat di gmail con un numero potenziale di partecipanti maggiore di Skype.
Il successo non è affatto scontato anche perché pure Google annovera nel suo curriculum qualche flop, per cui attendiamo – smanettando solo se invitati – se il nuovo giocattolo divertirà le masse che magari già fruiscono di un account su gmail o se invece verrà rimesso a fine estate nella cesta, a impolverarsi come Buzz o Wave.



