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frasi dal film

hitch locandinaHitch – Lui sì che capisce le donne è un filmetto facile facile e che si lascia guardare senza impegno. A tratti divertente, sopratutto nella goffaggine di coloro che ai servizi forniti dal protagonista si affidano.

Il film è di Andy Tennant. Con Will Smith, Eva Mendes, Kevin James, Casper Andreas, Julie Ann Emery, Ato Essandoh, Michael Rapaport, Paula Patton, Philip Bosco, Amber Valletta, Adam Arkin, Robinne Lee, Nathan Lee Graham, Jeffrey Donovan, Kevin Sussman, Navia Nguyen, Matt Malloy. Titolo originale Hitch

Queste alcune frasi estratte:

Ma com’è che succede il grande amore? Nessuno lo sa. L’unica cosa che vi posso dire è che succede in un batter d’occhio. Voi siete lì, che vi godete la vita, e un momento dopo vi ritrovate a chiedervi come avete fatto a sopravvivere senza di loro. (Hitch)

Otto donne su dieci sono convinte che il primo bacio dirà loro tutto ciò che serve di sapere su di un determinato rapporto. (Hitch)

Il numero di respiri che fate in vita vostra è irrilevante, quello che conta sono i momenti che il respiro ve lo tolgono. (Hitch)

Le relazioni sono solo per le persone che aspettano sempre che succeda qualche cosa di meglio. (Sara Melas)

Nella vita c’è qualche cosa di più che guardare gli altri viverla. (Max)

Dico sempre ai miei clienti: Comincia la giornata come se avesse uno scopo. (Hitch)

Mai cedere, rubare, ingannare o bere… Ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… E se devi bere inebriati di momenti che ti tolgono il respiro. (Hitch)

Regole fondamentali: non esistono. (Hitch)

Ci sono uomini che per natura si sentono a loro agio con l’altro sesso, amano le donne e le donne amano loro e tutto scorre in modo naturale. (Hitch)

Lei sa cosa vuol dire alzarsi ogni mattina sentendosi disperato, sapendo che il tuo amore si sta svegliando con l’uomo sbagliato, ma allo stesso tempo sperando che lei trovi la felicità anche se non la troverà con te? (Albert)

Un ballo, uno sguardo, un bacio sono occasioni uniche e basta una sola sciocchezza per fare la differenza tra un:”E vissero felici e contenti” e “Oh, è solo un tale che ho visto non so dove una volta.” Chiaro? (Hitch)

Perché le persone fanno così, saltano… Sperando che Dio li faccia volare… Perché altrimenti cadiamo giù come sassi e mentre precipitiamo ci chiediamo “Ma perché diavolo sono saltato giù?” Ma eccomi qua Sara, precipito e c’è una sola persona che mi può far sentire in grado di volare.. E sei tu.. (Hitch)

Qui la Colonna sonora

E’ uscito il 16 dicembre “Sherlock Holmes: Gioco di Ombre”, il film di Guy Ritchie che segue di due anni il successo del primo capitolo.

Robert Downey Jr. è Sherlock, accompagnato dal fedele Watson, anche stavolta interpretato da un Jude Law in stato di grazia.

Dura 129 minuti e vale la pena guardarli tutti: brillante, irriverente, d’azione quanto basta per tenere l’attenzione vigile senza mai sconfinare nell’effetto speciale fine a se stesso. I due protagonisti, naturalmente, sono di una bellezza e di una bravura quasi irritante.

Vi riporto qualche frase tratta dal film, tanto per farvi venire voglia di correre a vederlo:

Holmes: “Non c’è più niente di sfuggente dell’ovvio!” / “Non c’è più niente di innaturale dell’ovvio!”
(quanta verità: ci avete mai pensato a quanto sia facile vedersi scappare dalle mani qualcosa di apparentemente saldo e sicuro?)

Holmes : “È così dichiarato che è celato!”
(attenzione, amici, a quel che avete sotto agli occhi: talvolta quel che cercate è nascosto esattamente sotto al vostro naso)

Watson: “Sembra alquanto…”
Holmes: “Eccitato?”
Watson: “Frenetico”
Holmes: “Lo sono!”
Watson: “Direi quasi…”
Holmes: “Estatico?”
Watson: “Psicotico”
Holmes: “…”
(a me è capitato che lo dicessero uguale)

Holmes: “Cosa vedi?”
Sherlock: “Tutto, è la mia condanna”
(eh, la pena della consapevolezza estrema e della lucidità più disarmante)

Holmes: “La nostra relazione atipica…”
Watson: “Relazione atipica?!”
Holmes: “Uff! D’accordo, la nostra collaborazione!”
(qui sono due uomini a dirlo, ma a me, una volta, è successo di sentirmelo dire da quello che credevo essere un fidanzato)

Locandina Cadonna a New York film 2011Gli americani le commedie le sanno fare. E quello che da noi è un cinepanettone da loro diventa un film leggero, godibile e gradevole.

“Capodanno a New York” lo dimenticheremo in fretta ma ci resterà comunque la sensazione aver passato due ore piacevoli. Il film di Gary Marshall (sì, lo stesso di “Pretty Woman”, “Se scappi ti sposo” e tutta una serie di commedie rosa che avete senz’altro visto di nascosto) è una di quelle narrazioni dentro la narrazione, con storie che si intrecciano, personaggi secondari, episodi che si inseguono. Gli attori che sin sono prestati al gioco ad incastro sono tantissimi, tutti molto noti: Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michel, Asthon Kutcher, Jessica Biel, Halle Berry, Hilary Swank, Michelle Pfeiffer, Sarah Jessica Parker, Sienna Miller e molti altri.

Eccovi qualche citazione scelta per voi, alcune della quali sufficientemente lacrimevoli da farvi capire lo spirito sotterraneo del film:

-    ”Prima che stappiamo lo champagne, festeggiamo il nuovo anno, fermiamoci a rifilettere sull’anno che è appena passato per ricordarci sia i nostri trionfi che i nostri fallimenti e anche le promesse fatte e infrante… le volte che ci siamo aperti per vivere grandi avventure o ci siamo chiusi in noi stessi per paura di essere feriti. È questo il significato del capodanno, avere un’altra occasione, l’occasione di perdonare, di fare meglio, di fare di più, di dare di più, di amare di più e di smetterla di pensare alle conseguenze, cominciare finalmente ad accettare quello che verrà. Ricordiamoci di essere buoni l’uno con l’altro, gentili l’uno con l’altro e non solo questa notte ma tutto l’anno!”

-    ”Un’altra cosa che mi fa veramente incazzare di queste feste è tutta questa finta bontà. Prendi oggi, mi sono arrivati almeno cinquanta sms con il classico: “Buon Anno Nuovo!” da persone che hanno premuto invio a tutta la rubrica, pensa che la maggior parte non la sento da almeno un anno…”

-    ”Molta gente è convinta che nel mondo non esista più la bellezza, la magia. E allora come si spiega che il mondo intero si riunisce nella sola notte di Capodanno per riporre nuove speranze nell’anno che verrà? Saluta l’anno vecchio con un bacio…”

-    ”A volte sembra che ci siano troppe cose al mondo che non possiamo controllare, terremoti, alluvioni, guerre, film in 3D, ma è importante ricordare le cose che possiamo controllare come il perdono, seconde occasioni, nuovi inizi perchè l’unica cosa che trasforma il mondo da posto solitario in posto bellissimo, è l’amore, l’amore in ogni sua forma, l’amore ci da speranza, soprattutto per il nuovo anno. Per me è questa la notte di capodanno, speranza e una bella festa”

-    ”È una festa favolosa, si mangia da urlo, la musica è uno sballo, ci sono un’infinità di ragazze single e per di più in maschera perciò non devi preoccuparti delle maschere devi solo usare l’immaginazione e se qualcuno prova a buttarti fuori o magari ti chiede chi sei menti alla grande tanto che ti fanno? È geniale! È come facebook, ma reale!”

-    “Che cosa fareste oggi se sapeste che non potrete fallire? Ora andate e fatelo. “

a dangerous method film posterL’ultimo film di David Cronenberg, A dangerous Method, presentato al Festival di Venezia, rischia di peggiorare, e di molto, la tendenza che molti di noi  hanno a cercare una radice inconscia in qualsiasi parola esca dalle labbra di chi ci sta accanto. Una tendenza che io, a dirla tutto, ho sempre trovato irritante.

Ma il film è godibile e Michael Fassbender nei panni di Jung convince. Lo stesso dicasi per Keira Knightley/Sabina Spielrein e le sue tendenze masochistiche e, naturalmente, per la barba freudiana di Viggo Mortensen, per il quale però nutro una passione tale che mi impedisce l’oggettività critica. Lo troverei irresistibile anche vestito da contadina tirolese.

Le provocazioni che ci lasciano in eredità i due scienziati della mente umana sono parecchie e il film, con moltissime libertà, si diverte a ricordarne qualcuna:

“A volte devi fare qualcosa di imperdonabile per continuare a vivere” (non trovate che questa rappresenti un gran bell’alibi per tutti quanti?)

“Devi essere ferito per guarire gli altri” (il che dovrebbe dare un minimo di senso a tutti gli squarci che ci portiamo nel petto suppongo)

Jung: “Di solito si pensa che debba essere l’uomo a prendere l’iniziativa”
Sabina: “Non credi che ci sia qualcosa di maschile in ogni donna e qualcosa di femminile in ogni uomo o che così dovrebbe essere?”
(cosa che lei dice a un millimetro dalle virtuose labbra di lui)

Perché tanti affannosi sforzi per soffocare i nostri più elementari istinti naturali? (già, perché? Mi risulta che la risposta preferita sia un bla bla bla sulle convenzioni sociali)

Ci ho messo poi qualche attimo a riconoscere Vincent Cassel, che interpreta per una manciata di minuti il nevrotico in fuga Otto Gross, edonista fino all’estremo e teorico di una dottrina che lo spinge a dire, nell’accomiatarsi da uno Jung tormentato dal nascente adulterio: “Di qualsiasi cosa lei faccia, non passi mai davanti all’oasi senza fermarsi a bere.”

locandina this must be the placeThis must be the place è un film bellissimo con una colonna sonora particolarmente azzeccata, una fotografia che incanta e un manipolo di attori che fanno godere.

Mi viene insomma voglia di fare un sacco di spoiler, cosa dalla quale mi tratterrò.

Non posso trattenermi invece dal condividere con voi un elenco di frasi strepitose che CheyenneSean Penn ci regala lungo tutto il film:

“Qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico” (l’avete notato anche voi quanto è difficile incontrare qualcuno che alla domanda “cosa fai?” risponda idraulico, commercialista, muratore, panettiere, ingegnere civile?)

“Perché hai lasciato che l’architetto scrivesse CUISINE nella nostra cucina? Lo sappiamo che è la cucina” (perché lasciamo che un architetto ci scelga il colore delle tende prima che si accorga che abbiamo il tetto da rifare?)

Jane, la moglie: “Torna presto, lo sai che senza di te non riesco a vivere”. Cheyenne: “Non è vero, ma è bello che tu lo dica” (io lo penso in continuazione, uguale uguale)

“Chiedo scusa, però l’ho fatto apposta” (pure questo)

“Il problema è che passiamo troppo velocemente dall’età in cui diciamo Farò così a quella in cui diremo E’ andata così” (su questa ho percepito nettamente in sala una piccola scossa di drammatica consapevolezza condivisa)

“A pensarci bene ultimamente mi capitano molte cose rare” (e quando dice questo mi sono messa a fare un rapido catalogo delle cose che mi capitano e sono capitate e ho pensato che sì, è bello poter dire che ne sono capitate di rare)