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Ludovic Bource

the artist locandina film The Artist è stato, senza alcun dubbio, la rivelazione di quest’anno di cinema: una pellicola che per parlare del passaggio, negli anni Venti, dal film muto al sonoro si fa muta anch’essa e si affida unicamente alla straordinaria espressività dei suoi talentuosi attori (Jean Dujardin e Bérénice Bejo, i protagonisti) e ad una superba colonna sonora.

Se quella del regista, Michel Hazanavicius, era (anche) una sfida nei confronti del cinema odierno, quello degli effetti speciali strabilianti e del 3d, non si può dire che non sia stata pienamente superata: il consenso unanime di pubblico e critica è la dimostrazione di come l’affabulazione che procede per immagini e musica e qualche raro cartello con brevi battute scritte, non abbia mai smesso, né smetterà mai, di nutrire gli occhi e l’immaginazione degli spettatori di oggi, esattamente come quelli di ieri.

Ma The Artist è anche un film in cui la lettura del muto si compie a vari livelli, non solo nella storia e nella modalità di raccontarla, ma anche nell’uso sapiente e metaforico dei rumori, gli unici, rari, suoni mondani ammessi per buona parte del film: se continui sono i rimandi all’incapacità di parlare, a se stesso e agli altri, del protagonista George Valentin, l’attore di successo la cui parabola discendente inizierà con l’avvento storico del sonoro, pura emozione è il sogno in cui anche una foglia che cade si fa ascoltare (letteralmente ma non solo) più della voce che dalla sua gola sembra non poter uscire.

The Artist> è stato il frutto di un lungo e profondo studio da parte di Hazanavicius del cinema degli anni Venti e la medesima, attenta ricerca ha coinvolto anche l’autore delle musiche, Ludovic Bource: mai come in questo caso la colonna sonora si fa voce delle scene, degli stati d’animo e delle vicende interiori ed esteriori dei suoi protagonisti, si fa parola del racconto e dell’emozione, alternando commedia a disperazione, commozione a leggerezza, con tutta l’intensità che può essere sprigionata da un’orchestra, la Flanders Philharmonic Orchestra di Bruxelles, di ben 80 elementi.

Su www.deezer.com se ne possono ascoltare i brani. Il resto è da scoprire seduti, nella magica oscurità senza tempo, è proprio il caso di dirlo, del cinema che sa appassionare.

The Artist, 2011, di Michel Hazanavicius

(Di availableinblue)