
Chi ci è stato giura che una volta provata l’esperienza non è più possibile tornare indietro.
L’Ile du Levant è una piccola isola nel sud della Francia, a largo delle coste provenzali. E’ parte dell’arcipelago delle Isole d’Hyères, note anche come Isole d’Oro. Caratterizzata da una natura inviolata, l’Ile du Levant si ricorda per essere il primo parco nazionale europeo fin dal 1963: al suo interno si trovano migliaia di specie diverse di pesci, ucceli, animali, fiori e piante, preservati in un habitat praticamente intatto grazie a norme rigorose, tra le quali la totale assenza di mezzi di trasporto e di illuminazione pubblica.
Ma non solo per la sua ricchezza di flora e fauna si ricorda: l’Ile du Levant è infatti nota per essere la sede della prima colonia di naturisti francesi, risalente al 1931. Ottant’anni dopo l’isola è una delle più note mete per il naturismo internazionale.
Chi lascia il battello che conduce sull’isola lo sa: una volta a terra dovrà liberarsi dall’ingombro delle maschere quotidiane, dalle gabbie delle apparenze e dalle costrizioni del conformismo. Anzi, è sull’isola esattamente per questo motivo. Via i vestiti dunque, le scarpe da allacciare, le camicie da stirare, i pantaloni da piegare. Sull’Ile du Levant il naturismo è ovunque: in spiaggia, per strada, al supermercato, al bar. E coinvolge tutti, nell’armonia e nell’equilibrio di una nudità spontanea e naturale: coppie e famiglie, ragazzi, adulti, bambini.
E chi sceglie il pareo per accomodarsi al ristorante lo fa solo per igiene, non certo per timidezza.
Foto via | bormeslelavandou
I russi ne sentivano il bisogno e ne avevano fatto espressa richiesta al comune di Venezia e pure molti stranieri in visita nel nordest del paese la chiedevano da tempo: una spiaggia dove abbronzarsi legittimamente adamitici e in piena libertà. E l’ordinanza comunale è arrivata. Ora, nudi, si può.
In verità la Laguna del Mort, ultimo braccio della foce del Piave a nord est della laguna, tra Eraclea e Jesolo (Venezia), pare fosse meta conosciuta di nudismo clandestino. E in caso di necessità i naturisti spauriti non è che potessero contare di tuffarsi negli abissi, visto che la profondità media è di mezzo metro.
Non sarà caraibica, ma Legambiente l’ha definita una delle undici spiagge più belle d’Italia, bandiera blu per la qualità del mare antistante, citata anche da Bladi e Roversi in”Turisti per caso” e 3 vele assegnate dalla guida blu 2007 Touring Club. Insomma una tra le migliori spiagge italiane.
Allora vale una visita, nudi o vestiti, partendo da Eracleamare o da Jesolo in barca.
Ci vediamo lì. Io avrò un tulipano rosso. E basta.
