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preservativi biodegradabili

Si è chiuso a San Francisco The Ecosex Symposium, un meeting di tre giorni dedicato agli ecosessuali, ovvero coloro i quali hanno talmente a cuore le sorti dell’amato pianeta da non dimenticarsene mai, nemmeno durante l’amplesso. Anzi: il pianeta non è amato, è amante. È parte integrante della sessualità di questi professionisti dell’amore versione green. Gli argomenti in programma nell’acceso dibattito ecofriendly sono molti e piuttosto bizzarri: l’estasi del giardinaggio, spuntini a chilometri zero durante la pausa pranzo dei film porno, sostituire lo stereotipo dell’idraulico avvenente con quella di un nerboruto installatarore di pannelli solari.

A ripensarci avremmo potuto contribuire con qualche spunto all’accurata analisi dei giorni scorsi. Per quanto riguarda la trama dei film porno, ad esempio, non so quanto incida, ma senz’altro può contribuire la luce: niente americane sul set, facciamo tutto in esterni col favore della luce del sole. Sui preservativi biodegradabili si son già spese molte parole, l’innovazione potrebbe essere nel riciclo di quelli che non biodegradano: se ne possono fare simpatici copricetriolo da borsetta o interessanti elastici per capelli. E all’estasi del giardinaggio avrei da aggiungere quella per il giardiniere in bermuda.