Non so se lo abbiano coinvolto per via del nome (toto) o per richiamare l’italianità che si sta perdendo, sta di fatto che il testo rimaneggiato dall’Italiano Vero merita un momento di raccoglimento.
Lasciatemi sognare, con la schedina in mano. Vorrei una vigna per produrci il vino, io sogno un parco per il mio bambino, di un grande film sarò il produttore, voglio champagne ghiacciato a tutte le ore, darò ai miei figli un futuro splendente, della mia squadra farò il presidente, con un sistema in ricevitoria si sistema la mia compagnia. Un milione a Giulio, un milione a Maria, voglio fondare la mia scuderia, faccio una follia, ti prendo e ti porto via. Lasciatemi sognare, con la schedina in mano. Lasciatemi sognare… sono un italiano.
E ora sentiamola…
Niente veicola la musica velocemente come gli spot pubblicitari. A volte sono tormentoni che diventano asfissianti d’estate, altre volte sono pezzi ben cantati e portano celebrità a esecutori sconosciuti.
E’ il caso di Dorotea Mele di Varese, trentanovenne insegnante di musica e cantante jazz, divenuta celebre in questi giorni per aver cantato Lovely On My Hand, brano scritto e composto da Fabrizio Campanelli in esclusiva per la colonna sonora dello spot dei 25 anni di Calzedonia.
Qui per download su uTunes Lovely On My Hand (feat. Dorotea Mele) – Lovely On My Hand (feat. Dorotea Mele) – Single – Qui il testo e la taduzione del brano Lovely on my hand by Fabrizio Campanelli
La pubblicità DHL è splendida.
La colonna sonora è Ain’t no mountain high enough di Marvin Gaye e Tammi Terrel. Gran pezzo ma stavolta la musica c’entra poco, visto che la scelta è sicuramente dipesa dal testo, azzeccatissimo per una compagnia di spedizioni:
Ascolta piccolo
Non c’è montagna alta
Non c’è valle profonda
Non c’è fiume abbastanza vasto, baby
Se hai bisogno di me chiamami
Non importa dove sei
E quanto lontano
Dì soltanto il mio nome
Sarò lì in un attimo
Non devi preoccuparti
Perché piccolo
Non c’è una montagna abbastanza alta
Non c’è una valle abbastanza profonda
Non c’è un fiume abbastanza vasto
Da impedirmi di venire da te
Ricordi il giorno
Che ti ho liberato
Ti ho detto
Potrai sempre contare su di me
Dal quel giorno ho fatto un voto
Ci sarò quando mi vorrai
In qualunque modo
Perché piccolo
Non c’è una montagna abbastanza alta
Non c’è una valle abbastanza profonda
Non c’è un fiume abbastanza vasto
Da impedirmi di venire da te
Né vento, nè pioggia
Il mio amore è vivo
Nel mio cuore
Anche se siamo lontani chilometri
Se mai avrai bisogno di una mano
Arriverò di corsa
Più veloce che potrò
Non sai che
Non c’è una montagna abbastanza alta
Non c’è una valle abbastanza profonda
Non c’è un fiume abbastanza vasto
Da impedirmi di venire da te
Non sai che
Non c’è una montagna abbastanza alta
Non c’è una valle abbastanza profonda
Non c’è un fiume abbastanza vasto
Che certe donne si sentano più sexy indossando le mutande del loro uomo piuttosto che un completino ultrapizzoso devono averlo considerato, i creativi della campagna Intimissimi Uomo 2011.
Confesso che con me ha funzionato: per la prima volta in vita mia ho avuto la tentazione di entrare in un negozio della nota catena di abbigliamento intimo sfoderando l’ultimo numero della rivista che leggo abitualmente e chiedere con un tono vagamente sovreccitato: Voglio anch’io quello che indossa costei!
Costei è la modella russa Irina Shayk, vista e rivista in innumerevoli mises Intimissimi prima d’ora ma, onestamente, mai così “azzeccata” nella parte: abbastanza provocante, almeno nello sguardo, da ammiccare al pubblico maschile (e a chi sennò?); sempre innegabilmente bellissima e fisicamente perfetta ma allo stesso tempo abbastanza umanizzata, con la trovata del parigamba maschile (una tenuta in genere più casalinga che pubblicitaria) da risultare finalmente raggiungibile avvicinabile dall’utilizzatrice media di biancheria intima.
Resta da capire a chi sia rivolta la campagna nelle intenzioni dell’azienda veronese: se a un uomo ormai assuefatto al bombardamento di reggiseni e slip trasparenti e perciò sensibile a un’immagine inusuale ancorché sempre e comunque stereotipata della femmina nella sua sexitudine; oppure a una donna a cui per vestire i panni maschili mancavano solo, ormai, le mutande.
Non so: voi che dite? Ci mancheranno i ragazzotti seminudi nelle pubblicità di intimo maschile? Ci aspetta forse prossimamente l’uomo in sottoveste? Se la mutanda da uomo serve a contenere gli attributi è o non è sacrosanto che sia una donna a farne da testimonial?
(foto campagna Intimissimi)
di chiaratiz