Quando ti tocca spezzare un cuore, esiste un modo facile di farlo?
No, qualcuno sceglie di diventare odioso nel patetico tentativo di farsi mollare, per tagliare alla radice la questione senso-di-colpa, ma non mi sembra un buon metodo
Veramente odioso: disorienta all’infinito e prolunga l’agonia di chi deve subire
Esatto. In teoria il galateo delle questioni amorose imporrebbe chiarezza, sincerità e lucidità. Ma nella pratica le cose vanno diversamente, tra porte lasciate socchiuse e i “non sei tu sono io”
Vanno molto anche i “non ti merito”, “è giusto che tu abbia di meglio”, “io non posso darti quello di cui hai bisogno”
Son dei bei tentativi, ma il cuore lo spezzi lo stesso
E se vado con un “brutta cretina non te l’ha mai detto nessuno che non ci si mette con gli uomini sposati che ti fanno promesse che non manterrano mai e tu vuoi me che sono più occupato di un cesso dell’autogrill all’arrivo di una corriera di ritorno da Lourdes?!?!?”
Efficace. L’unica controindicazione è che suscita immediati sentimenti di vendetta
Anche se non c’è stato niente di fisico e la chiarezza è totale sul fatto che niente di fisico ci sarebbe mai potuto essere? Insomma, sostanzialmente si tratterebbe di bloccare la cosa sul nascere
Mmmh, allora nella questione che mi poni c’è una contraddizione di fondo: dal momento che parli di “totale chiarezza” non dovrebbe esserci più niente da chiarire, o da bloccare. Evidentemente la cosa ti è sfuggita un po’ di mano. Sai quelle cose che iniziano con “è tutto sotto controllo”
Il fatto è che ci sono donne che non si danno per vinte, nonostante la chiarezza
Il problema di molte donne è che talvolta non si capacitano di non piacere a un uomo. Nel senso che sono animate dal seguente pensiero: ci vogliamo bene, ridiamo, scherziamo e ci troviamo alla grande, com’è possibile che non sia *anche* attratto da me?
E che uno voglia rimanere fedele non è contemplato nel carnet delle possibilità?
Certo che lo è. Solo deve essere molto convincente in merito. Ma essere convincente in merito significa non dover mai trovarsi nella condizione di doverlo ribadire
E se invece fosse propria l’indisponibilità di lui la causa dell’ostinazione di lei?
Spiegati
Possibilità 1. Lui non vuole tradire, se lo fa con me significa che son proprio Figa! Possibilità 2. Un uomo che non tradisce, che bravo, una mosca bianca, lo devo avere!
Entrambe le ipotesi sono credibili e sono entrambe riconducibili alla competizione femminile
Che poi a lungo andare ti ritrovi nella paradossale situazione di vivere con frustrazione una cosa appagante per l’ego come l’essere corteggiati
L’ideale sarebbe un corteggiatore adorante e imperituro che però non ti mette mai alle strette
E che non ti chiede mai di concretizzare
Ecco
Il fatto è che all’inizio ti dicono sempre “sarà platonico, rimarrò adorante ad ascoltarti, sarò tua amica blablabla…” e poi alla prima occasione tentano di infilarti la lingua in bocca
Eh, a chi lo dici
Senti ma questa conversazione resterà privata vero?
Ma certo, per chi mi hai presa?
Nella vita, come nell’arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio (Wittgenstein)
“Efficace anche in senso negativo, le cose non dette si stendono come un velo sui rapporti ed impediscono loro di respirare, li soffocano, creano incomprensioni insanabili.
Sotto il velo del non detto i rapporti tra le persone, di qualunque natura essi siano, lentamente si deteriorano e marciscono. Il più delle volte non è possibile capire tutto ma parlarsi aiuta a capire tanto ed a trovare un sano equilibrio.
A volte le cose dette i rapporti li stroncano… ma meglio una relazione chiusa e arrivederci che passare il tempo a tormentarsi facendosi mille domande e trovando dentro di sè mille risposte diverse, tutte sbagliate.
Il tempo è troppo prezioso per sprecarlo cronicizzando il malessere creato dal tormento interiore. Alla fine è comunque sempre meglio Vivere che sopravvivere.“
(Questo è un pensiero che avevo pubblicato in un vecchio Merciaioblog, a suo tempo asfaltato)
A letto molte donne assumono un atteggiamento attendista, magari non propriamente passivo, ma comunque di ampia delega al partner per la gestione del proprio piacere; una sorta di mandato in bianco con promessa di rato e valido.
Questo medievale malcostume genera sgradita ansia da prestazione nel povero operatore del sesso e inficia spesso il risultato della copula.
L’atteggiamento del “te la do, dunque pretendo” non è sempre costruttivo. Meglio sarebbe che la signora cooperasse attivamente alla costruzione del grattacielo dell’amore, con consigli utili, inclinazioni gradite, suggerimenti antropologici e magari, perché no, con contestuali sfioramenti laddove solo lei può sapere.
Il problema sta – guarda caso - nell’atteggiamento maschile: molti uomini trovano offensivo il lavoro di squadra, poiché attesterebbe a priori una loro incapacità professionale nella produzione seriale di orgasmi.
Come al solito ci trasciniamo malintesi di coppia da millenni. L’amore lo si fa in due (cifra minima soggetta ad incremento se siete spregiudicati) e la bravura a letto coincide con l’altruismo e la sensibilità di ascoltare i corpi coinvolti.
Insomma uomini, se siete evoluti dovete considerare amore di coppia anche guardarla mentre fa tutto da sola.