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1) Internet serve a viaggiare di più: a chiacchierare giorno per giorno con le persone su internet, si finisce per scoprire le cose in comune e quelle no. Quelle no ti fanno venire voglia di aprire una produzione domestica di Napalm (e sì, su ff ho trovato anche chi si è reso disponibile a insegnarmi come…), oppure di invocare a voce stentorea un rapimento in massa da parte degli alieni, i Maya, la peste bubbonica o uno tsunami. Quelle sì, in compenso, ti strappano sorrisi anche nelle giornate no e spostano di una tacca verso il segno “più” la speranza in un futuro migliore. E siccome in tutto questo gran condividere e raccontarsi manca la parte per me fondamentale, che è poi la presenza fisica, finisce che viene voglia di prendere la bicicletta e andarle a trovare, le persone con cui hai qualcosa in comune. Certo, se l’amica o l’amico sta ad esempio a Roma e tu vivi a Milano, la bicicletta è un tantino scomoda, ma fortunatamente finché un viaggio in treno o in aereo non arriverà a costare un rene (e ci siamo vicini), ci sono modi e mezzi per raggiungere praticamente chiunque. E io quest’anno ho proprio viaggiato tanto (e ho ospitato tantissime persone meravigliose). E ci sono già dei nuovi spostamenti in programma per il 2012.
2) Il trucco minerale: premesso che non sono mai stata una che si trucca molto e ovviamente – in barba al più elementare buonsenso – ho sempre comprato un quantitativo eccessivo di cosmetici (nell’illusoria convinzione che un giorno mi sarebbero saltati sulla faccia nel sonno, rendendomi misteriosa ed eterea, sofisticata e curata come nelle riviste di moda), quest’anno è stato decisamente l’anno del trucco minerale. Grazie soprattutto ai preziosi consigli della stanza “Trucco e Parrucco”, e di vere e proprie guru (ma sempre straordinariamente disponibili e alla mano), ho scoperto che si possono acquistare online e farsi spedire comodamente a casa dei cosmetici innovativi, particolari e soprattutto molto pratici e belli. Veloci da usare e versatili. Si possono comprare ad esempio qui, qui oppure qui, ma ce ne sono davvero per tutte le tasche ed esigenze.
3) Sperimentare in cucina anche se non hai ospiti: Se c’è una cosa che su ff non manca mai (a parte i buongiorno/buonanotte, i flame, i mortidefiga/le attenscionuor e i gattini) è il cibo. Perché la gente parla tanto di quello che mangia? Perché è una cosa che riguarda sicuramente tutti, indipendentemente dall’età, dal sesso, dal mestiere svolto e dal carattere. La cosa bella che ho scoperto è che molti cenano davanti al computer, ma è molto più divertente se inizi cucinando col computer accanto. Ho imparato un sacco di ricette nuove, e insegnato le mie. Ho dato e ricevuto piccoli consigli e incoraggiamenti. Ho avuto un filo diretto e privilegiato con i massimi esperti mondiali di besciamella e lasagne al pesto, di brasato e costiccine di agnello, di pastiera e tiramisù. Poi, come in ogni cosa bisogna scegliere cosa interessa e cosa no, ma di sicuro non ho mai cucinato altrettanto volentieri per qualcuno che non fosse un amico, o un parente, ma solo per me stessa.
4) Il BioExpress: ovvero, come farsi portare parte della spesa a casa, potendo scegliere tra frutta, verdura o un misto di prodotti bio, molto buoni e a prezzi accettabili con un semplice click. Inoltre, per chi ha poca fantasia, è eccezionale che siano loro a scegliere cosa consegnarti (anche se si possono apportare variazioni di volta in volta o escludere a priori determinati prodotti da ogni consegna): il vantaggio è che ti ritrovi in casa verdure o frutta insolita, che al supermercato non sceglieresti mai per pigrizia o ignoranza, e che invece scopri essere versatili e gustose. Voglio dire: chi mai si sarebbe sognato di comprare una rapa rossa, prima? (ma pure dopo, eh…)
5) Il Kindle: oh, ragazzi: l’odore della carta, il fascino del libro, leggere con la matita in mano… son d’accordo su tutto, ma così come il cellulare non ha rimpiazzato il piacere di sedersi a bere un caffè insieme ad un amico, aggiungendo semmai un canale di conversazione ulteriore, così il lettore di e-books consente di fare cose diverse, o in modo diverso, rispetto alla lettura tradizionale. Due su tutte, per me: poter partire in vacanza con circa 15 chili in meno di bagaglio (e se poi quel libro mi annoia? E se poi piove tutto il tempo e li finisco subito?) e far colazione usando due mani, senza dover tenere il libro aperto con una o bloccare le pagine con il vasetto di marmellata da una parte e il telecomando dello stereo dall’altra. Vuoi mettere?
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La timeline annunciata da Facebook non è una scelta: è obbligatoria per cui cominciate a prepararvi.
Si tratta, in sostanza, della trasformazione del vostro profilo di Facebook: la pagina statica che raccoglieva i vostri dati biografici diventerà una nuova pagina dinamica , appunto timeline, aggiornata in tempo reale. Insomma una sorta di diario che annovera le vostre attività su FB: post, link, immagini, condivisioni da quando vi siete iscritti ad oggi, ma potrete anche inserire contenuti precedenti a tale iscrizione, foto in culla o santini della prima comunione.
In pratica avete sette giorni da quando timeline viene attivato per scegliere di tenere o buttare ciò che i server vi mostrano, scelta che potrete effettuare tramite apposito menu a tendina in alto a destra, all’interno di ogni elemento. Dopo aver effettuato la selezione cliccate su “Pubblica” e la pagina sarà visibile al mondo, più o meno esteso a seconda dell’impostazione della privacy. Dopo i fatidici 7 giorni sarà comunque pubblicata.
Buon lavoro.
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Era questione di tempo: prima o poi a qualcuno sarebbe venuta questa idea. Nello specifico è venuta a due team di giovani creativi, CookHunter & Cookous, che insieme il 18 novembre, per la loro innovazione e intraprendenza, parteciperanno alla fase conclusiva di Working Capital, che ha selezionato le 150 migliori startup italiane.
Capita talvolta che ci serva qualcuno che cucini per noi, per un evento, una serata, un aperitivo. Ma l’offerta di cuochi volanti, catering e ristoratori non ci soddisfa pienamente. Abbiamo già visto tutto e i locali alla moda ci annoiano mortalmente ancora prima che decidano di inaugurare. Succede.
CookHunter The Social Kitchen è l’alternativa. Un modo creativo, competente, professionale e divertente di mettere in relazione chi sa cucinare con chi ha bisogno di qualcuno che sappia cucinare, uscendo però dalle logiche del mercato gastronomico tradizionalmente inteso.
Loro si descrivono come un social network basato sulla condivisione delle abilità culinarie e nel frattempo la loro pagina Facebook, a pochi giorni dal lancio ufficiale del progetto, conta già centinaia di iscritti. Come funziona? Ci si iscrive e ci si identifica come Cook o come Hunter: sei colui che sa cucinare o colui che ha bisogno ora adesso subito di un manicaretto?
Chi si descrive come Cook offre un servizio presso un luogo da lui scelto, inclusa casa propria, sceglie le ricette, compila il menu, stabilisce il prezzo, decide il giorno e l’ora e convide la sua iniziativa. E’ a questo punto che compare un Hunter interessato all’offerta e alle virtù culinarie del cuoco social.
I due si incontrano, si conoscono, parlano e quel che ne esce è, come minimo, un convivio molto innovativo, fatto di sapori e persone.
Per info e per iscriversi: www.cookhunter.net | twitter | facebook
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Mark Zuckerberg vorrebbe abbassare l’età minima per l’iscrizione a Facebook, oggi fissata a 13 anni, convinto dei vantaggi educativi del suo social network.
In attesa di conoscere a quali strabilianti vantaggi il guru dei miei ciondoli si riferisca, è bene che sappia che noi – genitori di questuanti nativi digitali – non siamo affatto d’accordo, e parlo del 90% degli intervistati con figli.
I motivi sono intuibili. I bambini fino ai 13 – 14 anni vanno semplicemente protetti da contenuti inadatti, siano essi commerciali, violenti, pornografici e bullistici. Essere su facebook significa uscire da soli, praticamente senza controllo, in un mondo – quello della rete – fantastico perché libero, ma proprio per questo denso di insidie.
Facebook ha riallacciato conoscenze e sviluppato contatti, ha meriti immensi in materia di comunicazione sociale, ma – come ogni mezzo dirompente – va utilizzato con parsimonia e maturità. E a 11 anni la maturità non ce l’hai.
Il compito di controllo non va delegato nè a Zuckerberg, nè al legislatore. Ce lo dobbiamo assumere integralmente spiegando ai nostri figli quattordicenni (io in quell’età coincidente con la prima superiore ci vedo la soglia minima per accedervi) cosa sia un social network, quante ore starci davanti e come non farsi irretire da imbroglioni, bulli e pedofili. Inutile vietarlo, Facebook, così come You Tube, Myspace o Skype perché questo è il nuovo mondo. E’ bellissimo, diffonde cultura e debella la solitudine.
A patto che ad ogni ora di monitor corrisponda un’ora di pallone al campetto, di cinema con gli amici e di mani sulle tette delle fidanzate.
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Che i social network favorissero nuove conoscenze e che da queste si giungesse magari a belle amicizie, amori struggenti o travolgenti storie di sesso, è un dato notorio e socialmente accettato. Il monitor ha sostituito da tempo il bancone del bar e invece di arrampicarsi sul seggiolone in plexiglas, il provolone di turno sfrucuglia il mouse fino a ottenere la foto della sua preda e poi la chatta, la friendifidda la feisbucca e se è fortunato magari se la skypa.
In rete trovi veri e propri club dove convengono le tendenze più recondite, e ciò senza nemmeno trascendere nel porno. E questo in perfetto ambito unisex.
Insomma non hai che l’imbarazzo della scelta. Metti che un giorno hai voglia di tradire, ti tuffi in rete e raccogli le informazioni che ti servono, e poi spetta al tuo fiuto o al tuo fascino twittarti questa o quella.
Ma metti che hai fretta, che col poco tempo che hai vuoi andare a colpo sicuro?
Beh, non ci si crede, ma esiste un sito specifico per relazioni extraconiugali. Nome occultato e giri di parole per raggiungerlo? Neanche per sogno: si chiama Incontri EXTRAconiugali. Sottotitolo, tanto per fugare dubbi:” adulterio, infedeltà, avventure”. Ti iscrivi, accedi a un data base di profili tra i quali cercare. L’età dell’utenza oscilla tra i 35 e i 45 anni, tutti sposati o accoppiati di fatto e con livello culturale socio-elevato. Noi insomma.
Oh certo, sembra comodo. Ma se fosse l’ultima frontiera del (non) corteggiamento?
Link: incontri-extraconiugali.com
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