Le classifiche, ai piani alti, sono sempre più spesso colonizzate da DJ, che producono musica autonoma, ovviamente remixando pezzi altrui o chiedendo in prestito le voci più cool, e poi facendo veri e propri tour, dove “suonano” in locali affollati come per le popstar. Il verbo suonare in italiano fa incazzare i musicisti veri, ma la realtà è che gli strumenti per suonare sono (anche) mixer, schermo e tastiera, quest’ultima non necessariamente con le ottave.
David Guetta è un dj (come Bob Sinclar). Francese (come Bob Sinclar), ultraquarantenne (come Bob Sinclar), è passato dallo sviluppo della techno a pezzi più umani e con questo scherzetto ha venduto 15 milioni di singoli.
Questo il suo curriculum:
- 2008: è stato eletto da “Dj Awards” come “Best House DJ”
- 2009: “One Love” vince come miglior album internazionale dell’anno
- 2009: votato da “Dj Magazine” come terzo miglior DJ al mondo dopo Armin Van Buuren (primo) e Tiësto (secondo)
- 2009: viene nominato per cinque “Grammy awards”, tre per “One Love” e due per la canzone “I Gotta Feeling” in collaborazione con i “Black Eyed Peas”
- 2010: votato da “Dj Magazine” come secondo miglior DJ al mondo dopo Armin Van Buuren
- 2011: votato da “Dj Magazine” come migliore DJ al mondo.

Cracco è quello figo, tra i giudici di Masterchef. Lo è perché la fortuna gli ha concesso di nascere a Vicenza, culla dei belli, quarantasei anni orsono.
Rischia di diventare prete e invece, abbandonato il seminario, sale a Recoaro (VI) a formarsi alla locale scuola alberghiera. La svolta professionale arriva dapprima con con Gualtiero Marchesi e poi in Francia dove ha vissuto per tre anni, con gli chef Alain Ducasse e Lucas Carton. Poi Firenze da Pinchiorri, Alba e Savona alla Meridiana di Garlenda.
Nel 2000 apre con la famiglia Stoppani i il Cracco Peck (due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso) che dal 2007 diventa completamente suo e si piazza tra i 50 migliori Ristoranti al mondo.
E’ cosa nota che gli piaccia stupire: dall’insalata russa caramellata al tuorlo d’uovo marinato. Una cucina cerebrale e di cuore, un atto d’amore basato sul grande rispetto per il cibo, con una ricerca costante che non si separa mai dalle emozioni gustative. Cracco dice sempre: “Lo chef vuole stupire la persona che assaggia un suo piatto. Ma non per avergli cucinato chissà che cosa, ma piuttosto per avergli fatto riscoprire un sapore familiare in una veste completamente nuova.”
Link | masterchef.cielotv.it
Joseph Bastianich, il giudice più arcigno di Masterchef, classe 1968, ha una storia che sembra tratta da un film di Coppola.
Sua madre è Lidia Matticchio Bastianich, ristoratrice e nota curatrice di pubblicazioni di cucina, esule istriana dopo le persecuzioni di Tito, trasferita a Trieste nel 1956 dove impara a fare la cuoca presso una famiglia benestante.
La famiglia emigra poi negli Stati Uniti dove comincia a dettare legge nella ristorazione della Grande Mela: i Bastianich dopo l’acquisto del primo ristorante quando Joe ha solo 4 anni, aprono il fortunato Felidia a Manhattan. Nel 1993 Joe diventa partner in “Becco“, sempre a Manhattan. Poi, insieme allo chef Mario Batali, apre il ristorante ed enoteca “Babbo” (3 stelle New York Times) e con lo stesso Batali arriva ad aprire 11 ristoranti a New York tra cui Del Posto 4 stelle del NY times, il primo a ricevere questa valutazione negli ultimi 36 anni.
Un successo folgorante. Bastianich adora naturalmente l’Italia tanto che contribuisce a fondare e quindi esportare a New York Eataly, la catena dei prodotti artigianali più famosa del mondo, che oggi conta 6 milioni di visitatori l’anno, solo a New York, in 42.500 metri quadrati di spazio nel Flatiron District in Fifth Avenue.
Ma non basta. Joe possiede numerosi vigneti in Friuli, Toscana, Piemonte e Argentina.
Se non è uno splendido quarantenne lui…
Il suo sito : www.joebastianich.com
Twitter: @Jbastianich
