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paila marella real time tv

Paola Marella è del 1963 e la sua età è portata con classe, eleganza e raffinatezza. Su Real Time Tv conduce “Vendo casa disperatamente”, quel programma in cui un’agente immobiliare, la Marella appunto, fa da intermediaria tra un aspirante acquirente e tre proprietari che vogliono vendere la loro casa.

Il successo del programma rimane per me un mistero: Paola Marella si occupa dell’immobile insieme a un interior designer, e lo fa con professionalità e buon gusto, ma i dialoghi che gli autori mettono in bocca ai diversi protagonisti della compravendita sono troppo spesso palesi tentativi di rendere simpatico in modo molto forzato un momento che di simpatico ha poco: ecco, guardi qui com’è originale questa finestra del bagno che affaccia sulla sala da pranzo; cosa ne dice di questi infissi degli anni settanta; propongo di sostituire lo sciacquone con un originale specchio su misura.

Il tutto in un programma diluito in 60 lunghissimi minuti nel quale il ritmo, che dovrebbe reggersi su precisi momenti (presentazione delle soluzioni abitative, scelta dell’acquirente e modifiche necessarie all’appartamento), spesso rallenta in siparietti poco fluidi e inutili al procedere delle differenti fasi.

Insomma, questo non mi convince.

Link www.realtimetv.it

nicole tuzii x-factor 2011

Questa edizione è delle donne. Non c’è paragone quanto a personalità, tecnica e determinazione con i colleghi maschi, soprattutto nella fascia under. Simona Ventura ha i cavalli migliori e Nicole rappresenta esattamente ciò che un talent show deve esibire: forze della natura incanalate in palcoscenici seguitissimi per creare popstar del 2012 e speriamo anche oltre.

Nicole Tuzii da Sulmona, classe 1994, figlia di un campione motomondliale classe 500, praticamente ancora in lutto per la morte di Michael Jackson, ha una padronanza della voce, una timbrica e un’estensione semplicemente perfette. Non ha sbagliato un colpo, graffiando e commovendo anche i cuori dei più arcigni giudici, portando alle lacrime la Simona nazionale già dal casting.

L’unico vero limite di Nicole è la totale assenza di malizia, lacuna ovviamente passeggera visto che ha 17 anni, che tuttavia rende le sue esibizioni tecnicamente impeccabili ma quasi sempre imitative, proprio come accade ai bambini prodigio: scimmiottano ma non sono credibili.

Vedremo se da qui al 5 gennaio vocal coach e scelte (speriamo) illuminate della Ventura sapranno portarla alla vittoria o se invece vincerà la malizia delle colleghe.

Link xfactor.sky.it

real time tv - abito da sposa cercasi

E sia. Sono disposta ad ammettere anch’io una insana passione per Real Time Tv. Ci ho parcheggiato su il cervello per un venerdì sera intero e ho visto, nell’ordine, Wedding planner, Abito da sposa cercasi e Cake Boss.

La caratteristica principale di questi programmi è di essere condotti da personaggi isterici le cui parole preferito sono: favola, favoloso, perfetto, magnifico, sogno. E basta. Il dominio dell’irrealtà, dell’ideale, il florilegio dell’illusione. Senza contare che è pieno di donne matte che comprano due vestiti da sposa da 5.000 dollari perché sono indecise, di damigelle nevrotiche che si accoltellano per un bouquet e di suocere psicolabili che desiderano torte nuziali ricoperte di piume di pavone in zucchero filato.

Me lo guardo anche venerdì prossimo.

Link | www.realtimetv.it

Fiorello scatenato per la puntata finale de Il più grande spettacolo dopo il week end. Dopo la sigla cantata proprio da Lorenzo Jovanotti con cui Fiore duetta un mash up con refrain dei Kiss e condivide l’immancabile momento twilight, arriva Roberto Benigni che, come al solito, commuove sinceramente quando dice cose serie. E poi Malika Ayane neo sposa (no, non con Cremonini) che canta Mina e Pippo Baudo leggermente imbolsito che aiuta a raccogliere fondi per l’alluvione siciliana.

Si chiude un mese d’oro per la Rai con ascolti e share degni di un mondiale di calcio (ieri 13.401.000 telespettatori, pari ad uno share del 50.23%)  e con un tabù infranto: preservativo, ora, si può dire.

bruno barbieri giuria masterchef

E’ certamente il più pacato della giuria di Masterchef, ma certamente non il meno importante e blasonato. Bruno Barbieri è lo chef italiano con il maggior numero di stelle Michelin insieme a Gualtiero Marchesi: 1 stella Grotta di Brisighella, 2 stelle Trigabolo (Argenta), 2 stelle Locanda Solarola, 2 stelle Ristorante Arquade – Relais Chateaux Villa del Quar, in tutto 7.

Classe 1962 da Medicina (Bo), diploma all’Istituto Alberghiero di Bologna, esperienze formative sulle navi da crociera in USA e America Latina, Bruno Barbieri conduce la “Locanda Solarola” di Castelguelfo che, grazie alla sua presenza, raggiunge l’ambito traguardo delle 2 stelle Michelin per due anni consecutivi. Poi con Igles Corelli e Mauro Gualandi condivide la grande esperienza presso il ristorante “Il Trigabolo” di Argenta alle porte di Ferrara.  Ora Barbieri è in Valpolicella, al relais Villa del Quais a Pedemonte nel quale ha aperto il ristorante Arquade (2 stelle Michelin)

Ha scritto numerosi libri di cucina tra cui uno dedicato alla cucina senza glutine ed è protagonista di programmi televisivi di successo per il Gambero Rosso Channel.

“La mia filosofia si basa su tecnica, cotture rapide e soprattutto grande qualità della materia prima, perché da un prodotto mediocre non può che nascere un piatto mediocre”.

Come dargli torto.

Link | masterchef.cielotv.it

E’ passata anche la terza puntata del ciclone Fiorello. Dopo gli ascolti record delle prime due serate (con share del 42,60% lunedì scorso) il mattatore aveva esorcizzato il previsto calo della terza, ritenuto fisiologico. E invece l’audience della terza puntata vola, registrando 11.736.000 spettatori con uno share del 43,18%

Il copione ormai è rodato e la serata ha trovato in Elisa la vera sorpresa: al di là delle doti canore, sono apparse esilaranti le sue imitazioni della Pausini e di Carmen Consoli. Ingessato ma impeccabile Tony Bennet, spietati i giudici Ariso e Morgano col candidato Antonacci e molto a suo agio l’attore Beppe Fiorello (Giuseppe nei trailer) che nelle fiction muore sempre.

L’avventura di Fiore volge al termine e per lunedì prossimo è con un finale col botto: per la quarta e ultima puntata è atteso Roberto Benigni.

carlo cracco giudice masterchef

Cracco è quello figo, tra i giudici di Masterchef. Lo è perché la fortuna gli ha concesso di nascere a Vicenza, culla dei belli, quarantasei anni orsono.

Rischia di diventare prete e invece, abbandonato il seminario, sale a Recoaro (VI) a formarsi alla locale scuola alberghiera. La svolta professionale arriva dapprima con con Gualtiero Marchesi e poi in Francia dove ha vissuto per tre anni, con gli chef Alain Ducasse e Lucas Carton. Poi Firenze da Pinchiorri, Alba e Savona alla Meridiana di Garlenda.

Nel 2000 apre con la famiglia Stoppani i il Cracco Peck (due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso) che dal 2007 diventa completamente suo e si piazza tra i 50 migliori Ristoranti al mondo.

E’ cosa nota che gli piaccia stupire: dall’insalata russa caramellata al tuorlo d’uovo marinato.  Una cucina cerebrale e di cuore, un atto d’amore basato sul grande rispetto per il cibo, con una ricerca costante che non si separa mai dalle emozioni gustative. Cracco dice sempre: “Lo chef vuole stupire la persona che assaggia un suo piatto. Ma non per avergli cucinato chissà che cosa, ma piuttosto per avergli fatto riscoprire un sapore familiare in una veste completamente nuova.”

Link | masterchef.cielotv.it

E’ Mimmo Foresta il vero vincitore della serata di Raiuno di ieri sera. Presentato da Fiorello nel suo Il più grande spettacolo dopo il week end, Mimmo si è cimentato in incredibili imitazioni di Anna Oxa, Gianna Nannini e la Brunetta dei Ricchi e Poveri, Angela Brambati.

L’esibizione di Mimmo ha fatto impazzire gli utenti di Twitter anche se il 34enne di Ciciano era già noto ai fan di Fiore, essendo stato suo ospite fisso dello spettacolo estivo al Teatro Sistina, Buon Varietà.

Lo attendevano al varco, dopo gli ascolti stellari della prima puntata (quasi 10 milioni di telespettatori con uno share del 39% e passa), le polemiche via twitter con la Guzzanti (“noioso” e “rosicona”) e qualche critica via web. Ma Fiore ha fatto centro. Ieri sera i primi dati di share parlano del 42,60 % con oltre 12mila spettatori.

Con un monologo d’apertura esilarante, i Coldplay live, i duetti fraterni con Michael Bublè addirittura con assolo di tromba, la bellissima Laura Chiatti “twilight”anche in veste canterina, e poi finto Morgan che giudica Caparezza, e tanti vip in platea, Fiorello ha dato vita a uno show molto più fluido, divertente e con tempi accettabili visto che a mezzanotte meno venti Giorgia in microabito gorgeggiava Downtown in sigla finale anticata virato seppia. Sarà forse per l’incombente Porta a Porta proprio con ospite Fiorello.

Ci siamo. Lo showman siciliano ha trovato i suoi ritmi e non può che migliorare il più grande spettacolo dopo il week end.

 

 

Che Fiorello con Il più grande spettacolo dopo il week end puntasse a raggiungere il 27% di Share è cosa nota, che ci sia riuscito ancora è presto per saperlo, ma dai primi dati sembra aver superato il 39%.

Molto poco interattivo, con qualche momento di stanca, chi conosce Fiore sa che le sue prime puntate sono sempre il rodaggio di una macchina da guerra che si esprime al meglio solo dopo che è passata l’ansia da prestazione.

Di certo un risultato l’ha già ottenuto.

Il Codacons sottoporrà all’attenzione dell’Antitrust lo sketch trasmesso all’interno della trasmissione di Fiorello, in onda su Raiuno, durante il quale sono apparse in video diverse Fiat 500″. “Essendo stato testimonial della casa automobilista torinese, Fiorello avrebbe dovuto evitare di inserire delle automobili della stessa casa automobilistica nella sua trasmissione – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi in una nota – chiederemo quindi all’Antitrust di verificare la correttezza di tale episodio e, laddove si riscontrino violazioni delle norme vigenti, adeguati provvedimenti contro il simpatico conduttore e contro la Rai“.

Spieghiamo al Codacons che quel modello di auto è fuori produzione da qualche decennio e che la piccola 500 rappresenta l’Italia e il suo boom economico postbellico e non certo la fabbrica torinese.