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finger foodAgosto è alle porte, nonostante il clima impazzito, le stagioni invertite, il maglioncino a luglio e l’idea di un settembre magari caldissimo. Vacanze, amici, serate in buona compagnia deliziata da ottimo cibo sono il modo migliore per godersi il tanto agognato riposo.

Per fare inviti a casa in allegria senza rovinarsi le (poche) giornate di ferie spentolando per un reggimento, vale la pena dedicarsi alla grande invenzione dell’aperitivo/happy hour/cena informale in piedi con cui riallacciare amicizie sciupate, ritrovare conoscenze interessanti perse di vista per una beffa del destino, consolidare amori in nuce, complice un piccolo peccato di gola.

Ecco che sul web le ricette di finger food e antipasti pullulano nei blog di cucina, addobbati spesso e volentieri da foto che tenterebbero un asceta.

In occasione dell’uscita del nuovo numero di About food dedicato al contest “L’estate in un boccone” abbiamo selezionato per voi alcune tra le svariate proposte che è facile trovare in rete su cui potete orientarvi a seconda del tono che vorrete dare alla vostra serata.

Per stupire i vostri ospiti con ricercatezze da gourmets scegliete, se ci riuscite, tra gli accostamenti spesso inusuali de La cucina di Calycanthus, Il cavoletto di Bruxelles o FiOrdivanilla.

Se vi piacciono biscotti salati, focacce e lievitati Anice e Cannella farà al caso vostro.
Se cercate la raffinatezza unita alla semplicità di preparazione e reperibilità degli ingredienti vi piacerà sbirciare e cercare ispirazione tra le bellissime foto e ricette collaudatissime di  Cuoche dell’altro mondo (un blog che purtroppo non è più attivo ma che conserva in archivio alcuni tra i nostri finger food preferiti), Il gatto goloso, Lo spilucchino, Fragola e limone.

Tra i blog dedicati alla cucina senza glutine ci sono piaciute le proposte de La Gaia celiaca, la celiaca pasticciona, Spunti e spuntini senza glutine: i vostri ospiti intolleranti vi ringrazieranno.

(chiaratiz)

Qualche anno fa una delle città meno ambite d’Italia aveva un nome, Torino, e una precisa collocazione geografica, la quasi pianura nebbiosa dell’italico nord-ovest. Aveva anche un’identità nota, quella di metropoli industriale dedita a passatempi noiosi, tipici del dopo-lavoro, e ad abitudini bizzarre, tipo la bagna cauda.

Poi è successo qualcosa. I torinesi, che oltre ad aver fatto l’Italia sono anche stati bravissimi per decenni a farsi gli affari loro, evitando accuratamente di aprirsi al turismo, all’improvviso hanno iniziato a condividere una consapevolezza straordinaria, quella di vivere in una città architettonicamente impeccabile, piccola ma dinamica, culturalmente vivace.

Si sa, l’amore negli occhi di chi ci guarda è direttamente proporzionale all’amore con cui noi stessi ci guardiamo e per diventare belli bisogna innanzitutto convincersi di esserlo. E Torino, che inizia a guardare se stessa con gli occhi dell’innamorato, trasmette questa presa di coscienza. Conseguenza immediata è stata il fiorire, intorno alla città, di un interesse che ha sorpreso tutti, i detrattori più accaniti come i più convinti sostenitori.

All’improvviso Torino è diventata una località alla moda, fuori dal turismo di massa delle mete obbligate, ma destinazione privilegiata per artisti e creativi, per innovatori, per giovani alternativi, appassionati d’arte contemporanea, per curiosi intraprendenti e famiglie attente.

E gli uffici stampa si danno un gran da fare e i giornali non vedono l’ora di descrivere la metamorfosi della città bruttina e un po’ sfigata e dei suoi luoghi, che non sono più solo i notissimi Musei del Cinema e dell’Antico Egitto, ma una miriade di quartieri di tendenza, naturalmente predisposti alla creatività e ricchi di energie da condividere. Il Quadrilatero Romano è affollato di negozietti alla moda e artigiani scrupolosi, le piazze sono eleganti in modo sfacciato, il Parco del Valentino invita all’ozio lungo le terrazze sul Po.

O ancora, Il multietnico ed emergente San Salvario, ad esempio, descritto con occhi invaghiti dal regista Davide Ferrario in un delizioso articolo comparso su Vanity Fair sembra non aspettare altro che nuovi inquilini, amici di passaggio, avventori curiosi.

M

automobili anfibie

Ma avete notato quanto costa andare in Sardegna quest’anno?

I prezzi sembrano raddoppiati. Sarà forse per una maggior richiesta dei vacanzieri (la crisi sta finendo, dicono, e si sa: più si alza la domanda più lievitano i prezzi), sarà che la Sardegna ha detto no al nucleare, o forse perché ci dovevo andare io per lunghi periodi e il destino mi sta suggerendo qualcosa, certo è che spostarsi con la macchina e dormire in cabina pare di pernottare ad Abu Dabi.

Ho temuto che fosse la compagnia interpellata ad essere in difficoltà. Ho provato allora con un’altra: stesso risultato. Un’altra ancora e infine l’ultima che conoscevo. Incredibile.

La coincidenza è di quelle degne di Nostradamus: tutte le compagnie hanno alzato i prezzi dal 90 al 110% rispetto ai prezzi applicati l’anno scorso.

Beh, stamattina scopro che quella malfidente dell’Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un fascicolo nei confronti delle societa’ Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship (marchio “Sardinia Ferries”), per verificare se per caso abbiamo fatto cartello.

La vergogna, manca, da noi.

Foto rubata a tulipanorosa.blogspot.com