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vintage desir

Nessuna donna possiede mai abbastanza borse, né abbastanza oggetti da riporvi.

Con questa massima tatuata in fronte passeggiavo senza meta nel Marais, durante la mia ultima visita parigina. La prima cosa che ho notato è stata la vetrina: piccola, zeppa, caotica. E piena di borse degli anni Cinquanta. Ho bisogno di una borsa? Ne ho davvero bisogno? No. Lo penso mentre varco la soglia. Non è un vero e proprio negozio: è più simile a una bottega stipata di appendiabiti, ganci colmi di vestiti, giacche, cappotti. Magliette e camiciole sono gettate alla rinfusa dentro ceste in prossimità della cassa. Sulle ceste c’è scritto 3 €. Le borse sono appese alle maniglie di porte che non vanno da nessuna parte, nessuna costa più di 10 €. In terra ci sono dozzine di scarpe, appaiate con elastici, buttate negli angoli in un disordine lasciato in dono dal passaggio febbrile di decine di avventori. Il camerino è un angolo di spazio inesistente dietro una tenda bordeaux, e per accedervi bisogna fare una lunga coda insieme a clienti di ogni idioma.

Se andate a Parigi non potete perdervi questo piccolo rifugio per gli amanti dell’usato. O del vintage, se preferite dargli il suo nome nobile: si chiama Vintage Désir, ma sulla porta c’è l’indicazione Coiffeur, come spesso accade a Parigi, dove si risparmia sull’insegna perché fa figo e tanto quel che conta è il contenuto piuttosto che il nome del contenitore. Detto tra noi, credo sia impossibile uscirne a mani vuote.

Io ho comprato una borsa degli anni Cinquanta uguale uguale a quella di zia Nunziatina, una minigonna di pelle nera grande come un francobollo e una maglietta bianca di cotone ricamato. In tutto ho speso 18 €.

Vintage Désir, 32 rue De Rosier, Paris.
Metropolitana: fermata Saint Paul, linea 1

(foto via www.icuinparis.com)